Ballario, Carlo
Tipologia Persona
Intestazione di autorità
- Intestazione
- Ballario, Carlo, fisico, partigiano, docente universitario (La Spezia, 1915 - Roma, 2002)
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- La Spezia
- Data di nascita
- 25 gennaio 1915
- Luogo di morte
- Roma
- Data di morte
- 15 Settembre 2002
Attività e/o professione
- Qualifica
- fisico
- Qualifica
- docente universitario
- Qualifica
- partigiano
Biografia / Storia
- Carlo Ballario nasce nel 1915 a La Spezia da Luigi Ballario, ufficiale di artiglieria piemontese discendente di Pietro Micca, e da Ernesta Nagliati. La famiglia Ballario (Ernestina, e i figli Giacomo, Cristina e Carlo) si stabilisce a Firenze negli anni Trenta dopo le dimissioni forzate del colonnello Luigi Ballario, il quale sembra fosse in disaccordo con le direttive del Comando militare che non tenevano in conto la vita dei suoi soldati.
Dopo il liceo classico Carlo Ballario segue i corsi universitari a Firenze presso l'Osservatorio astrofisico di Arcetri, laureandosi in Fisica nel 1938. Nel 1940 inizia le sue ricerche sugli sciami della radiazione cosmica, esperimenti condotti in collaborazione con i colleghi Michele Della Corte e Mario Prosperi: insieme realizzano un esperimento sull'assorbimento dei raggi cosmici nella galleria ferroviaria della direttissima Firenze-Bologna.
Anche la sorella Maria Cristina, laureata in matematica all'Università di Padova, è impiegata ad Arcetri: astronoma, lavora presso l'Osservatorio astronomico a partire dal 1942.
Nell'autunno del 1943, mentre è assistente ad Arcetri, Ballario con i colleghi Della Corte e Tito Franzini è tra i fondatori di Radio CoRa, emittente clandestina antifascista creata a Firenze dal Servizio informazioni del Partito d'azione e guidata dal capitano della Regia Aeronautica Italo Piccagli e dall'avvocato Enrico Bocci.
Le trasmissioni della radio avvengono sempre da luoghi diversi, per evitarne la localizzazione da parte dei nazifascisti; tra i siti scelti, anche l'Istituto di Fisica dove si trova un ricetrasmettitore. Per cinque mesi, trasmettendo senza interruzioni e anche due volte al giorno, i componenti di Radio CoRa tengono contatti con gli Alleati, segnalando loro la dislocazione e il passaggio delle truppe tedesche e richiedendo appoggio alle squadre partigiane; a loro volta gli alleati forniscono notizie circa l'ubicazione dei lanci di uomini, armi e materiale tecnico.
Com'è noto, il 7 giugno del 1944 i nazisti, avendo localizzato la radio, fanno irruzione nella sede di Piazza D'Azeglio 12: lo studente di ingegneria Luigi Morandi riesce ad uccidere tre degli aggressori ma a sua volta viene ferito e morirà alcuni giorni dopo; Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Guido Focacci, Franco Gilardini e Gilda Larocca sono arrestati e portati a Villa Triste; nelle ore successive è arrestato anche il capitano Italo Piccagli. Tutti subiscono torture. Piccagli, quattro paracadutisti alleati che erano stati paracadutati e un partigiano cecoslovacco sono fucilati dai tedeschi a Cercina, nei dintorni Firenze, insieme a Anna Maria Enriques Agnoletti; Bocci viene ucciso probabilmente da due SS (ma il suo corpo non verrà mai ritrovato), Campolmi, Gilardini, Larocca e Focacci sono trasferiti al campo di Fossoli e poi estradati in Germania; mentre i primi tre riusciranno a scappare prima di attraversare il confine, Focacci sarà internato a Mauthausen ma riuscirà a sopravvivere.
Il giorno della retata Ballario scampa all'annientamento del gruppoall'arresto perché assente dall'appartamento di Piazza D'Azeglio, in quanto recatosi all'ospedale con Giovanna Sansughi, che nel 1945 diverrà sua moglie. Come il collega Michele Della Corte, egli si salva anche grazie al sacrificio dei compagni di Radio CoRa, che nonostante le torture non svelano i nomi degli altri membri del gruppo.
Nel periodo successivo, insieme a Carlo Ludovico Ragghianti e a Giuseppe Campolmi, Ballario riesce a recuperare un'altra radio trasmittente e a far ripartire le trasmissioni da altri siti, proseguendo fino alla Liberazione di Firenze. Nei giorni dell'emergenza contribuisce all'organizzazione della linea di trasmissione in chiaro e al momento della liberazione collabora con l'Intelligence service degli alleati.
Dopo la guerra non chiede nessuno dei riconoscimenti possibili della sua attività di partigiano, osservando che "portare la pelle a casa già è una bella cosa".
Dal termine della guerra al 1947 si trasferisce a Bologna, dove è assistente alla cattedra di Fisica superiore e poi a quella di Fisica sperimentale collaborando con Gilberto Bernardini. Nel 1947, su invito di Edoardo Amaldi, si trasferisce a Roma alla Sapienza, dove insegna Fisica sperimentale fino al 1955. In questi anni collabora con l'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), dove dirige un gruppo di ricerca che si occupa di realizzare una nuova camera di Wilson per la ricostruzione spaziale degli eventi nucleari, camera che poi viene installata sul Cervino, al Plateau Rosà, nel Laboratorio del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) di Testa Grigia, dove conduce esperimenti dal 1954 al 1956. Mentre costruisce la Camera di Wilson realizza anche un contatore per la datazione con il radiocarbonio in collaborazione con l'Istituto di geochimica dell'Università di Roma. Nel 1956 Ballario chiede un congedo per motivi di studio (passando dalla Fisica sperimentale ad assistente ordinario di spettroscopia fino al 1968) per assumere le funzioni di fisico superiore nella Divisione servizi tecnici scientifici al Conseil européen pour la recherche nucléaire (CERN) di Ginevra, dove svolge ricerche sul decadimento dei mesoni K, utilizzando due grandi camere di Wilson fino al 1958, quando entra in funzione il primo sincrociclotrone da 600 Mev. Studia poi l'impiego di una camera di Wilson magnetica da accoppiare alla seconda macchina del CERN, il protosincrotone da 25 Gev, progetto che si realizza nel 1959. Nel 1960 torna a Roma ed è eletto nel Comitato di Fisica del CNR, rieletto ne diventa presidente per poi passare alla segreteria tecnica dell'allora presidente del CNR, Alessandro Faedo.
Dal 1960 al 1964 Ballario è impegnato nei movimenti sindacali universitari quali l'Associazione nazionale professori universitari incaricati (ANPUI) e l'Unione nazionale assistenti universitari (UNAU). Torna all'Università nel 1975 e si occupa di studi su costante dielettrica e di biofisica con i colleghi Cametti, Bonincontro, Pedone e De Biase. Dal 1977 al 1994 si interessa alla fusione fredda e agli studi di Bruno Stella. Va in pensione il 1° Novembre 1990, rimanendo profondamente amareggiato dall'immediato invito a sgomberare il suo studio per un nuovo professore in arrivo.
Di suo pugno sintetizza così l'essenza della sua vita scientifica: "Posso affermare che la mia attività di ricerca è stata prevalentemente caratterizzata da uno sforzo di promozione di nuove tecniche sperimentali o tematiche di ricerca ponendo più volte le basi di lavoro per i ricercatori più giovani… Tutto questo, accanto allo sforzo di creare strutture efficienti per la ricerca, è a mio avviso utile al fine di formare un corpo di ricercatori scientifici che costituiscono, accanto ai fuori classe che nascono e operano quasi indipendentemente al contorno, un potenziale umano indispensabile in un paese moderno."
Carlo Ballario muore a Roma il 15 settembre del 2002.
Bibliografia
- L. DELLA CORTE (a cura di), Commemorazione di Michele Della Corte, Firenze 21 settembre 1999, Firenze University press, 2001.
D. DOMINICI, A fianco di Radio CORA: Arcetri 'resistente' nei ricordi di Michele Della Corte, in «Il Colle di Galileo», vol. 4, 2, 2015, pp. 7-28.