Comitato provinciale di liberazione nazionale di Apuania
Tipologia Fondo
Data cronica
- 1921 - 1977
Contenuto
- Il nucleo originario del fondo è costituito dall'archivio del Comitato provinciale di liberazione nazionale (CPLN) di Apuania. A questo si aggiungono gli atti dei Comitati di liberazione nazionale (CLN) comunali (Aulla, Carrara, Bagnone, Casola, Fosdinovo, Massa, Montignoso, Monzone, Pontremoli e Tresana) e dei Sottocomitati di liberazione nazionale (SCLN, Agnino, Avenza, Bedizzano, Bergiola, Caprigliola, Castelpoggio, Codena, Colonnata, Comano, Fivizzano, Fontia, Forno, Fossola, Fossone, Gragnola, Licciana Nardi, Marina di Carrara, Marina di Massa, Miseglia, Pulica, Sassalbo e Torano) che si erano formati nella provincia anche a Liberazione avvenuta. Del nucleo originario della documentazione fa parte anche il materiale prodotto e ricevuto dagli enti coordinati dal CPLN stesso: le formazioni partigiane (Gruppo patrioti apuani, Brigata d'assalto Garibaldi Ugo Muccini, Divisione Apuana, Divisione Cisa Brigate Beretta, Brigata d'assalto Garibaldi Gino Menconi, Fronte della gioventù, Squadre di azione patriotica - SAP e le formazioni minori dipendenti), il Comitato cittadino di assistenza, che verrà poi sostituito dall'Ente comunale di assistenza (ECA), la Commissione provinciale per l'epurazione di Massa Carrara. Seguono i documenti del Comune di Apuania relativi agli anni in cui operò il CPLN, gli atti della federazione provinciale del Partito comunista italiano (PCI) e dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (ANPI) di Massa Carrara. In appendice sono conservati anche piccoli fondi privati alcuni dei quali contengono non solo carte relative all'attività della persona cui il fondo è intitolato, ma anche materiale prodotto da altre persone e enti (eminentemente il CPLN) raccolto, a volte anche in trascrizione, da ciascuno di questi privati.
Strumenti di ricerca
- Comune di Carrara, Assessorato alla pubblica istruzione e biblioteca, Guida alla consultazione del CPLN di Apuania, a cura di M. CIANCIANAINI, 1999.
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- fascc. 274 in bb. 27
Storia istituzionale/Biografia
- Il Comitato provinciale di liberazione nazionale (CPLN) di Apuania è costituito tra l'l e il 15 ottobre 1943 a Carrara (già sede di un CLN comunale sorto tra il 15 e il 20 settembre), da comunisti, socialisti, azionisti, democristiani, repubblicani e anarchici. Nel dicembre successivo l'arresto di numerosi esponenti della Resistenza apuana e il forzato allontanamento di molti altri determinano una crisi del Comitato, che fino all'estate del 1944 è costretto ad operare in modo informale e nella più completa clandestinità. Il CPLN si ricostituisce come tale in Carrara nel luglio 1944. Tuttavia il primo verbale di una seduta di cui disponiamo è del 19 settembre 1944, data a partire dalla quale tali documenti si susseguono con una certa periodicità fino al maggio 1946. L'assenza di verbali relativi al periodo luglio-settembre1944 è probabilmente dovuta al fatto che in questi mesi il CPLN è costretto a dedicarsi soltanto all'organizzazione della guerra partigiana: coordina le azioni delle formazioni, impartisce istruzioni ai GAP e ai SAP che operano in città, tenta di mettersi in contatto con gli Alleati, cerca di reperire mezzi di sostentamento.
Il 9 novembre 1944 a Misegaglia è raggiunto un accordo tra il CPLN e i comandanti tedeschi per la restituzione dei militari e delle armi tedesche catturati nel corso dell'occupazione della città, il riconoscimento del diritto di belligeranza dei partigiani e la delimitazione delle loro zone d'influenza, e alcune facilitazioni per l'approvvigionamento dei civili. Il 1° dicembre 1944 il presidente del CPLN sollecita inutilmente il passaggio del Comitato dalla dipendenza del Comitato toscano di liberazione nazionale (CTLN) a quella del CLN ligure.
Tra il 1944 e il 1945 il CPLN deve operare su un territorio che si trova in condizioni disastrose: la provincia apuana, soprattutto nella zona costiera e nelle città di Massa e Carrara, è esposta a ripetuti bombardamenti aerei e a cannoneggiamenti di artiglieria, a rastrellamenti di uomini e bestiame, a feroci rappresaglie. Gravissima è la situazione della distribuzione dei generi alimentari, delle comunicazioni, degli sfollati. Il CPLN, colmando il vuoto di potere lasciato dalle autorità fasciste, si pone come unico punto di riferimento per la popolazione, adoperandosi per assicurare a quest'ultima un minimo di sussistenza, per garantire rifornimenti alle formazioni partigiane, per sostentare asili infantili, il ricovero di mendicità e l'ospedale, per predisporre il passaggio del fronte di guerra alle famiglie che lo desiderano e a chi deve farlo per questioni strategiche o incarichi ufficiali.
Il CPLN non dispone di fonti di finanziamento proprie; a parte un consistente, seppure tardivo, contributo del governo Bonomi, non ha altro denaro. Perciò è creato un ufficio esattoriale, affidato a un comandante di formazione, che preleva soldi dai cittadini ricchi; anche le banche cittadine, dopo lunghe trattative, concedono denaro al Comitato. D'accordo con i direttori, il CPLN preleva inoltre dagli stabilimenti della semidistrutta zona industriale materiali che possano essere scambiati con generi alimentari oppure venduti. Avvengono anche prelevamenti coatti, soprattutto nelle campagne, nei negozi o presso privati, ma salvo poche eccezioni il Comitato restituisce in seguito quanto prelevato.
L'attività del CPLN si esplica attraverso vari organismi, come il Comitato militare per l'ordine pubblico, la Commissione annonaria, il Comitato cittadino di assistenza. Sono create inoltre delle sottocommissioni per assistere la popolazione di determinate zone della provincia.
Il 27 marzo 1945, per mandato conferito dal governo italiano, il CPLN prende tutti i poteri di amministrazione nel territorio di Massa-Carrara, assumendo la funzione di giunta provvisoria di governo. A questa data è composto da: Lorenzo Ventavoli, Gino Bencini, Giuseppe Mariani (PCI), Romeo Ladini, Gino Procuranti (PRI), Arturo Frediani, Alberto Bondielli (DC), Giuseppe Galleni, Paolo Vannucci, Filippo Martinella, Romualdo Del Papa (anarchico), Onofrio Lodovici.
L'11 aprile le truppe americane fanno ingresso nel territorio apuano accolte dalle popolazioni festose di Massa e Carrara, già liberate dalle forze partigiane. Anche se il governo amministrativo passa sotto la giurisdizione dell'Allied Military Government (AMG), il CPLN prosegue la sua attività sociale collaborando con la nuova amministrazione. In questo periodo affronta problemi importanti quali il ripopolamento del patrimonio zootecnico provinciale, il ripristino dei trasporti pubblici, la formazione di cooperative per la ripresa delle attività lavorative e la vendita al pubblico di generi alimentari a prezzi controllati. Inoltre costituisce nuovi enti come l'Ente Cave Marmie l'Ente Porto.
I verbali del CPLN diradano la loro frequenza dal 31 luglio 1945 e ancor più nell'anno 1946. Ormai l'attività del CPLN volge al termine e le nuove autorità amministrative si appropriano di molti incarichi finora demandati al Comitato, tanto che ben 24 dei 26 decreti emessi dal CPLN sono bocciati dalle autorità di governo ricostituite. Il CPLN della ricostituita provincia di Massa Carrara viene dichiarato sciolto il 21 maggio 1946.
Storia archivistica
- Il nucleo originario è costituito dall'archivio del CPLN di Apuania. L'archivio fu accresciuto dagli atti dei CLN comunali e SCLN che si erano formati nella provincia anche a Liberazione avvenuta: fu il CPLN stesso a richiederne il versamento con una circolare a tutti i CLN e SCLN della provincia datata 1 giugno 1946. Il recupero e l'organizzazione dell'Archivio del CPLN di Apuania, oggi depositato in originale presso l'IRST e in copia presso la Biblioteca civica "C. V. Lodovici" del Comune di Carrara, è frutto del lavoro svolto da Giuseppe Mariani negli anni '70 su incarico del Comune di Carrara.
La copia conservata a carrara ha subito un intervento di riordinamento.
Consultabilità
- La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione della Direzione.