Schiavetti, Fernando

Tipologia Fondo
Data cronica
1886 - 1970

Contenuto

Il fondo conserva la documentazione prodotta e raccolta da Fernando Schiavetti nello svolgimento delle proprie attività. La documentazione risulta suddivisa in sei serie tematiche. Carteggi (1908-1969): corrispondenza di Fernando Schiavetti con numerose personalità fra i quali si segnalano Ernesta Battisti, Camillo Berneri, Luciano Bolis, Bruno Buozzi, Giuseppe Chiostergi, Alberto Cianca, Alceste De Ambris, Gina Lombroso, Franco Fortini, Aldo Garosci, Emilio Lussu, Pietro Nenni, Randolfo Pacciardi, Sandro Pertini, Egidio Reale, Carlo Rosselli, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Giuseppe Saragat. Tra i carteggi conservati si segnalano inoltre alcuni fascicoli tematici così intitolati: “Lettere di amici e varie”, “Lettere varie Francia”, “Lettere dall’America (USA e America latina)”, “Corrispondenza e articoli per il giornale «Volksrecht» di Zurigo”, “Contatti clandestini con l’Italia”, “Campi di concentramento, rifugiati ed emigrati in Svizzera”. Appunti e carte personali (1903-1970): appunti scolastici, appunti, diari e ricordi legati alla I guerra mondiale, appunti di studio e lettura, testi di relazioni e conferenze, appunti relativi all’attività parlamentare, numerose agende e rubriche personali, scritti e pubblicazioni, carte professionali, documentazione personale, onorificenze, tessere e fotografie. Raggruppamenti e partiti politici (1919-1968): documenti raccolti e prodotti da Fernando Schiavetti durante la sua attività in seno al Partito repubblicano italiano, alla Lega italiana dei diritti dell’uomo, alla Concentrazione d’azione antifascista, all’Azione repubblicana socialista (già Avanguardia repubblicana socialista), a Giustizia e libertà, al Movimento federalista europeo, al Partito d’azione, al Partito socialista italiano, al Partito socialista italiano di unità proletaria. Riviste (1886-1962): periodici raccolti da Ferdinando Schiavetti fra i quali si segnalano perché particolarmente corposi «L'Amico del popolo. Organo del Partito repubblicano italiano nella repubblica Argentina», numerose edizioni – anche estere – dell’«Avanti!», «Il Becco giallo - Dinamico di opinione pubblica», «La critica politica», diverse edizioni – anche estere – de «L'Iniziativa. Giornale politico repubblicano», «L'Italia del popolo. Bollettino quindicinale della Federazione dei repubblicani italiani residenti in Europa», «L’Italia libera», «Libera stampa. Giornale del Partito socialista» (edito a Lugano), «La Libertà. Giornale della concentrazione antifascista», «L'Observateur. Bulletin du Comité Italien de Bruxelles» e numerosi altri editi in Italia e all’estero, nonché una vastissima raccolta di ritagli di giornali. Libri e opuscoli: biblioteca personale di Fernando Schiavetti. Appendice documentaria (1943-1967): documentazione miscellanea prevalentemente relativa all’attività politica di Fernando Schiavetti suddivisa per argomento.

Strumenti di ricerca

Fondo Fernando Schiavetti, a cura di D. MURGIA, Firenze, Polistampa, 2007

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
bb. 56

Storia istituzionale/Biografia

Fernando Schiavetti nacque a Roma il 20 agosto 1892. Svolse i suoi studi a Siena, conseguendo il diploma liceale nel 1910, e a Pisa, ove fu allievo della Scuola normale superiore e si laureò a pieni voti in filosofia nel 1916. Fin da questi primi anni giovanili, Schiavetti manifestò un precoce interesse per i temi sociali e politici che agitavano l'Italia nell'imminenza della Prima guerra mondiale, rivelando un carattere forte e deciso, animato da un profondo spirito di libertà e avventura e mostrando tutta la sua insofferenza nei confronti della concezione educativa autoritaria e conformista del padre Ercole, funzionario di polizia e poi questore. Dopo un tentativo, non riuscito, di arruolarsi nell'esercito francese in guerra contro l'Austria, fu volontario negli alpini, ottenendo varie medaglie e onorificenze. Nel dopoguerra, superato un breve momento di delusione e disorientamento, lasciò l'incarico di insegnante per dedicarsi pienamente al giornalismo e all'attività politica, nelle file del Partito repubblicano. Giunse già nel maggio 1920 a ricoprire la carica di segretario nazionale del partito, che mantenne fino al dicembre 1922, quando subentrò a Giovanni Conti nella direzione dell'organo del partito, «La voce repubblicana». Rimase direttore del giornale fino alla sua soppressione da parte del governo fascista, nell'ottobre 1926. Nel novembre di quello stesso anno, per sfuggire al provvedimento di confino già preso contro di lui, passò clandestinamente la frontiera rifugiandosi in Francia, ove fu raggiunto con avventurose vicende dalla moglie e dalle due piccole figlie. Tormentato dai problemi economici e licenziato dall'impiego di correttore e linotipista presso un giornale di Marsiglia, nel 1931 Schiavetti si trasferì con la famiglia in Svizzera, a Zurigo, per insegnare nella locale "Scuola libera italiana" per i figli degli emigrati antifascisti. Frattanto, egli proseguiva intensamente la sua attività politica nel Partito repubblicano, che si stava riorganizzando all'estero dopo la fuga dall'Italia dei suoi dirigenti e militanti di primo piano. Già a Marsiglia, Schiavetti era divenuto l'uomo di punta di quell'ala minoritaria “di sinistra” del partito che si opponeva all'adesione alla Concentrazione antifascista e al suo programma moderato. La linea di Schiavetti riportò un momentaneo successo al congresso repubblicano di Saint Louis (marzo 1932), ma già col successivo congresso di Parigi (aprile 1933) la componente moderata e concentrazionista tornò a prevalere. Da questo momento, Schiavetti si impegnò, assieme all'amico Francesco Volterra, a dare sempre più corpo al suo gruppo, fino a che i contrasti sempre più acuti con la maggioranza repubblicana lo portarono, nel 1935, all'uscita dal partito e alla creazione di un gruppo politico autonomo, "Azione repubblicana socialista", che si contraddistingueva per un programma di lotta al fascismo assai radicale e disponibile a larghe intese col Partito comunista. Il rapporto di intesa politica e profonda amicizia fra Schiavetti ed Emilio Lussu portò nel 1937, dopo la morte di Carlo Rosselli, alla fusione di Azione repubblicana socialista con Giustizia e libertà; negli anni successivi, fu membro del comitato direttivo di questo movimento e redattore dell'omonimo settimanale, fino a entrare a far parte del Partito d'azione, originatosi nel 1942 da Giustizia e libertà. Fernando Schiavetti fece ritorno in Italia alla fine dell'aprile 1945; proseguendo l'attività politica all'interno del Partito d'azione, fu direttore dell'«Italia Libera» nelle redazioni milanese e romana. Nel 1946 ricoprì la carica di segretario politico nazionale del partito, ed entrò a far parte dell’Assemblea costituente. Dopo la crisi e lo scioglimento del Partito d'azione, diresse il quotidiano bolognese «Il progresso d'Italia»; aderì nel 1947 al Partito socialista di Pietro Nenni, fu redattore e condirettore dell'«Avanti» (1951-1953) e venne eletto deputato alla Camera dopo il 1953 per due consecutive legislature. Eletto al Senato nel 1963, al momento dell'adesione del Partito socialista al governo di centro sinistra, l'ormai settantenne Schiavetti fu ancora in prima linea, fra i promotori della scissione e della fondazione del Partito socialista di unità proletaria, all'interno del quale concluse, nel 1968, la sua più che cinquantennale carriera politica. Fernando Schiavetti morì a Roma il 17 febbraio 1970.

Storia archivistica

L'archivio è stato trasferito presso l'Istituto storico della Resistenza in Toscana in due fasi. Un primo deposito, comprensivo di 50 buste, è stato effettuato nel 1981 dalla figlia di Fernando Schiavetti, Annarella Schiavetti Rotter; a queste buste si sono aggiunte, nel 1996, altre 6, contenenti documentazione eterogenea, parzialmente condizionata dallo stesso Schiavetti, per lo più risalente agli anni Sessanta. La gran parte della documentazione del fondo è originale, integrata dalle fotocopie di alcuni documenti tenuti presso di sé dalla figlia; lo stato di conservazione del materiale è generalmente buono.
Il fondo è stato oggetto di un ordinamento e condizionamento che ha portato alla redazione di un inventario analitico redatto da Francesco Martelli. Dopo il secondo deposito l'inventario è stato rivisto e aggiornato da Daniela Murgia. Tale strumento è stato pubblicato nel 2007.
L'Istituto nel 2006 ha ricevuto, sempre da Annarella Schiavetti Rotter, anche la biblioteca e l'emeroteca di Schiavetti; questo materiale è stato catalogato da Alberto di Vecchio.
In occasione del progetto iniziato nel 2020, in collaborazione tra l'Istituto Centrale per gli Archivi - ICAR e la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, volto a promuovere iniziative e strumenti che valorizzino l’attività di censimento e ricerca condotta in archivi pubblici e privati italiani e stranieri, al fine di reperire la corrispondenza da includere nell’Edizione nazionale dell’Epistolario di Alcide De Gasperi (qui presente con 1 lettera) la presente scheda è stata collegata al portale della stessa Edizione.

Modalità di acquisizione

Dono

Criteri di ordinamento

Il fondo è stato strutturato in sei serie tematiche. La corrispondenza è stata ordinata, a seconda dei casi, per corrispondente, cronologicamente, per affari, nel rispetto di alcune sommarie linee di ordinamento già presenti nell'archivio, e riconducibili a interventi dello stesso Schiavetti.

Consultabilità

La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione del Direttore.

Persona

Ente