Partito socialista unitario. Federazione provinciale di Firenze
Tipologia Fondo
Data cronica
- 23/9/1945 - 1951
- Note
- La serie 5 della Sezione II contiene documenti della Federazione socialista democratica autonoma di Firenze, relativi agli anni 1953-1957.
Contenuto
- Il fondo documenta l'attività di alcune formazioni politiche antecedenti al PSU o che in esso in parte confluiscono, e l'attività della Federazione provinciale fiorentina del PSU, dalla fondazione del partito nel dicembre 1949 all'estate del 1951, quando anche a Firenze i socialisti unitari accettano di unirsi al PSLI nel nuovo Partito socialista (Sezione italiana di unità socialista). Conserva documenti di varia tipologia: carteggi, circolari, verbali, ordini del giorno, volantini, manifesti, periodici, documenti contabili, elenchi, schede, fascettari e indirizzari degli iscritti.
Strumenti di ricerca
- M. BONSANTI, Partito socialista unitario. Federazione provinciale di Firenze. Inventario, 2012
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- fascc. 74 in bb. 14
Storia istituzionale/Biografia
- Il Partito socialista unitario nasce al Congresso di unificazione socialista di Firenze (4-8 dicembre 1949) dall'unione di tre soggetti politici, accomunati dalla fedeltà ai principi della socialdemocrazia e dall'opposizione al monopolio comunista e democristiano. Uno è l'Unione dei socialisti italiani (UDS o Unione dei socialisti indipendenti, USI), nata nel febbraio 1948 in occasione di un convegno promosso a Milano da «Europa socialista», cui partecipano delegati dei gruppi che fanno capo alla rivista diretta da Ignazio Silone, del gruppo di Azione socialista Giustizia e libertà - che con Tristano Codignola, Piero Calamandrei, Paolo Vittorelli ha la propria voce nel giornale «Italia socialista» -, del gruppo di Ivan Matteo Lombardo, uscito dal PSI in seguito al blocco elettorale col PCI, oltre a delegati dei gruppi Comunità e a sindacalisti indipendenti. Un'altra componente è quella del Movimento socialista autonomista (MSA), staccatosi dal PSI e guidato da Giuseppe Romita; l'ultima è la corrente di sinistra del PSLI denominata Unità socialista. Secondo una stima dei promotori del Congresso di unificazione, alla fine di ottobre 1949 le cifre dei rispettivi gruppi sono pressappoco le seguenti: 30mila iscritti nell'UDS, 60-80mila iscritti nel MSA, 150mila nel PSLI di cui un terzo favorevole all'uscita del partito dal governo.
Al Congresso di Firenze sono poste le basi del nuovo partito. Secondo quanto afferma la Dichiarazione di principi approvata in quell'occasione, il PSU resta fedele ai principi generali del socialismo enunciati nel programma di Genova del 1892 e agli insegnamenti delle successive esperienze politiche del movimento operaio; scopo fondamentale del partito è lottare per l'emancipazione della classe lavoratrice dall'oppressione e dallo sfruttamento capitalistici e per l'affermazione di un ordine sociale senza classi in cui i mezzi di produzione siano di proprietà collettiva. Non tutti i settori però richiedono o consentono un'immediata socializzazione; per questi il PSU propugna la loro armonizzazione con il piano economico generale. La funzione dei piccoli imprenditori nell'industria, nel commercio, nell'agricoltura è ritenuta utile alla società anche in un ordinamento in cui le leve essenziali siano socializzate. Il PSU respinge decisamente ogni genere di dittatura e ritiene che la classe lavoratrice possa attuare il socialismo soltanto con metodi democratici. Rifiutando qualsiasi posizione dogmatica, sostiene la laicità dello Stato e delle pubbliche istituzioni come garanzia di uguaglianza di tutti i cittadini e di piena indipendenza dello Stato. Infine dichiara la sua fedeltà agli ideali e agli impegni dell'Internazionale socialista.
Pur non escludendo a priori una collaborazione al governo con partiti non socialisti, al momento della sua fondazione il PSU si pone all'opposizione perché ritiene che lo strapotere della DC e l'inefficienza delle sue correnti di sinistra non consentano una collaborazione con tale partito.
Subito dopo il Congresso i promotori del PSU si dedicano all'organizzazione territoriale del nuovo partito. A Firenze - dove nel periodo precedente è stata particolarmente attiva la componente dell'UDS, raccogliendo il meglio dell'eredità azionista con Tristano Codignola, Piero Calamandrei, Giorgio Spini, Paolo Barile, Enzo Enriques Agnoletti, Nello Traquandi ed altri - viene costituita una Direzione provinciale provvisoria con lo scopo di organizzare la Federazione fiorentina e le sezioni nella provincia. Ne fanno parte, in rappresentanza dei tre gruppi confluiti nel PSU, Alberto Albertoni, Paolo Barile, Ricciotti Bondi, Giuseppe Candio, Arturo Chiari, Giovanni Cigersa, Dino Del Poggetto, Rita Fasolo, Cesare Grassi, Attilio Meneghelli, Mengozzi, Panizza, Attilio Pinzauti, Franco Ravà, Giorgio Spini, Nello Traquandi e Domenico Viola.
Nel dicembre 1949 nascono le Sezioni del PSU di Firenze Centro e Rifredi; in altri quartieri della città - Brozzi, Legnaia, Oltrarno, Poggio imperiale, San Jacopino, Soffiano - i socialisti unitari non riescono a costituire delle sezioni, ma possono contare su alcuni attivisti locali. Anche se poco documentata, risulta anche l'esistenza di una costituenda Sezione d'Oltrarno e della Sezione di San Gallo.
Come previsto dallo Statuto del PSU, le Sezioni fanno parte della Federazione provinciale, retta da un Comitato direttivo eletto annualmente dal Congresso provinciale. Tra il 1950 e il 1951 la composizione del Direttivo subisce alcune modifiche; al 10 aprile 1951 esso è costituito dalle seguenti persone: Adamo Acciai, Enzo Enriques Agnoletti, Alberto Albertoni, Ricciotti Bondi, Giuseppe Candio, Attilio Meneghelli, Ernesto Menichetti, Luigi Piani, Attilio Pinzauti, Franco Ravà, Giorgio Spini, Nello Traquandi, Domenico Viola, Cecconi, Alberto Colzi, Alessandro Liberali, Giuseppe Micheli, Luigi Baldassini, Carlo Francovich. Il Direttivo elegge nel proprio seno un segretario politico e un segretario amministrativo della Federazione. Primo segretario politico è Arturo Chiari, che il 25 marzo 1950 rassegna le proprie dimissioni perché chiamato a far parte dell'esecutivo della UIL, lasciando il posto ad Attilio Pinzauti che resterà in carica per tutta la rimanente esistenza del PSU. Segretario amministrativo della Federazione fiorentina è Nello Traquandi.
A livello provinciale, gli sforzi dei socialisti fiorentini nel promuovere e coordinare la costituzione di sezioni nei vari comuni fanno sì che, secondo i dati disponibili, al 26 ottobre 1950 i tesserati in provincia di Firenze siano 395, di cui 295 iscritti alle sezioni cittadine e i rimanenti suddivisi fra le 19 sezioni della provincia. Di queste le più numerose sono Fiesole, Empoli e Prato. Al luglio 1951 la situazione degli iscritti è la seguente: Firenze Centro 271, Rifredi 38, Borgo San Lorenzo 1, Brozzi 2, Campi Bisenzio 6, Carmignano 4, Dicomano 1, Fiesole 3, Firenzuola 2, Fucecchio 25, Granaiolo 1, Londa 16, Marradi 4, Molin del Piano 9, Prato 10, Reggello 2, Rufina 4, San Casciano Val di Pesa 9, S. Godenzo 9, Sesto Fiorentino 1, Signa 7, per un totale di 418.
Tra il 1950 e il 1951 a Firenze si tengono tre Congressi provinciali: il primo il 28 maggio 1950, il secondo il 10 dicembre 1950, e l'ultimo il 21 gennaio 1951. In coincidenza con il primo Congresso si tiene una riunione della Giunta regionale toscana, costituita dai socialisti fiorentini per coordinare e promuovere l'organizzazione del partito a livello regionale.
Il PSU fiorentino partecipa attivamente al dibattito che si protrae per tutta la breve esistenza del partito circa un'eventuale riunione con il PSLI, non senza polemiche con la Direzione nazionale. Al Convegno provinciale del 21 gennaio 1951 la Federazione fiorentina approva una mozione contraria all'unificazione, intendendo mantenere le distanze dai socialdemocratici e rimanere indipendenti. Al II Congresso nazione del PSU (Roma, 12 aprile 1951), la corrente facente capo a Tristano Codignola e Ugo Guido Mondolfo si scontra con quella guidata da Romita, favorevole all'unificazione. Codignola accusa la Dirigenza di cedere dinanzi a richieste indiscriminate da parte del PSLI e quindi di non rispettare gli accordi bilaterali stipulati tra i due partiti, minacciando le dimissioni.
Alle elezioni amministrative del giugno 1951 il PSU fiorentino rifiuta qualsiasi apparentamento e decide di presentarsi da solo, ottenendo un risultato del 3%. Nel luglio 1951 tuttavia anche a Firenze le resistenze all'unificazione sono superate. Dopo che il VI Congresso del PSLI (31 marzo - 2 aprile 1951) ha sancito un accordo tra PSLI e PSU per la costituzione del Partito Socialista-Sezione Italiana dell'Internazionale socialista PS(SIIS), anche nel capoluogo toscano i consigli direttivi dell'ex PSLI e dell'ex PSU deliberano in seduta comune di procedere all'unificazione nel PS(SIIS). La segreteria provinciale del nuovo partito è assunta dai due segretari delle ex Federazioni provinciali del PSLI e del PSU, Boldrini e Pinzauti; il comitato esecutivo è composto dai membri dei due precedenti comitati. Al VII congresso del PSLI (Bologna 3-6 gennaio 1952) il PS(SIIS) prenderà il nome di Partito socialdemocratico italiano (PSDI).
Storia archivistica
- Il fondo è pervenuto all'ISRT alla fine degli anni Sessanta dal Circolo di cultura politica Fratelli Rosselli di Firenze, per tramite di Vinicio Ceseri, insieme ad altri tre fondi che documentano l'esperienza dei socialisti democratici fiorentini, per lo più già azionisti: il fondo del Partito d'azione, quello di Unità popolare e quello di Nuova Repubblica. Alcuni fascicoli contenenti documenti della Federazione provinciale fiorentina del PSU si trovano attualmente anche all'interno del fondo di Unità popolare, che un paio di anni dopo la fine del PSU ne raccoglie in parte l'eredità ideologica e ne porta avanti il progetto di socialismo democratico. Non abbiamo notizie circa la situazione in cui questi fondi pervennero al Circolo Rosselli nè circa eventuali interventi archivistici effettuati presso quella sede.
Modalità di acquisizione
- Dono
Criteri di ordinamento
- Al momento di iniziare l'intervento archivistico, il fondo presentava un certo disordine, concentrato soprattutto in alcuni nuclei documentari. L'ordinamento ha sempre cercato, ove possibile, di rispettare o ricostituire l'ordine originario delle carte.
I documenti si trovano ora divisi in due sezioni, una contenente documentazione delle formazioni politiche all'origine del PSU, ed una contenente l'archivio della Federazione provinciale fiorentina del PSU. All'interno della prima sono state individuate delle serie (e nel caso del Partito d'azione un fascicolo) per ciascuno dei diversi soggetti produttori: il Partito d'azione, appunto, la lista di Unità socialista, la Federazione provinciale del PSLI, l'Unione dei socialisti, il Movimento di unificazione socialista. Il soggetto produttore della seconda sezione invece è la Federazione provinciale del PSU di Firenze, ad eccezione della serie 6 le cui carte sono acquisite e prodotte dalla Sezione di Firenze Centro della medesima federazione.
Consultabilità
- La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione della Direzione.
Fonti collegate
- Fondo Tristano Codignola (bb. 16-18), e Fondo Unità popolare conservati presso l'ISRT.
Bibliografia
- Guida agli archivi dell'Istituto storico della Resistenza in Toscana, a cura di Giovanni Verni, estratto dal volume Guida agli archivi della Resistenza, Ministero dell'interno, Roma 1983 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, XCIX), pp. 805-808.