Unità popolare

Tipologia Fondo
Data cronica
1944 - 1958
Note
Il movimento di Unità popolare si costituì sul finire del 1952 e terminò la propria attività nel 1957. Gli estremi cronologici su riportati sono dettati dalla presenza di un corposo nucleo documentario prodotto dai partiti antecedenti UP

Contenuto

Il fondo Unità popolare conservato presso l'Istituto storico della Resistenza in Toscana (ISRT) è costituito da tre nuclei documentari distinti: oltre alle carte di Unità popolare (UP) e del Movimento di autonomia socialista (MAS) sono conservati anche documenti relativi a Nuova Repubblica, l'organo di stampa del movimento, nonché le carte prodotte dai partiti e movimenti che precedettero UP. Il movimento di UP nasce infatti dopo quasi un decennio di scissioni nel campo socialista, precisamente a partire dallo scioglimento del Partito d'azione. Così all'interno del fondo si trovano le carte della Federazione fiorentina del Partito d'azione, del Gruppo fiorentino di Azione socialista Giustizia e libertà, della Federazione fiorentina dell'Unione dei socialisti, della Federazione Fiorentina del Partito socialista dei lavoratori italiani, del Movimento di unificazione socialista, della Federazione fiorentina del Partito socialista unitario (PSU), della Federazione fiorentina del Partito socialista (Sezione italiana dell'Internazionale socialista) e, infine, della Federazione fiorentina del Partito socialista democratico italiano (PSDI). Per questo motivo il fondo si articola in tre sezioni: 1 "Movimenti e partiti antecedenti Unità popolare", 2 "Unità popolare", 3 "Nuova Repubblica".
La prima sezione conserva prevalentemente elenchi nominativi di iscritti ai succitati enti, ma anche verbali, relazioni e carteggi (UA1 Partito d'azione, UA2 Azione socialista GL), circolari e documenti relativi a congressi (UA 3 Unione dei socialisti). In questa sezione si segnala come particolarmente corposo il fascicolo dedicato alla Federazione fiorentina del PSU.
La seconda sezione è la più corposa e documenta interamente la vita del MAS e di UP. È opportuno infatti sottolineare che presso la Federazione fiorentina avevano sede anche la Segreteria nazionale organizzativa, l'organo di stampa Nuova Repubblica e, in occasione delle elezioni politiche del 1953, anche il Comitato elettorale centrale di UP (detto CECA: Comitato elettorale centrale autonomista). La sezione si articola in dodici serie tematiche:
I Amministrazione
II Carteggio della Segreteria nazionale organizzativa di Unità popolare con le organizzazioni periferiche
III Corrispondenza di Tristano Codignola dopo l'espulsione dal Partito socialista democratico italiano
IV Elezioni politiche del giugno 1953
V Elezioni amministrative del maggio 1956
VI Carteggio
VII Convegni del Movimento di autonomia socialista e di Unità popolare
VIII Circolari, Bollettini d'informazione, Lettera agli amici di Unità popolare
IX Movimento giovanile
X Organi centrali di Unità popolare e del Movimento di autonomia socialista
XI federazione fiorentina del Movimento di autonomia socialista e di Unità popolare
XII Carte diverse
La terza sezione contiene documenti relativi a Nuova Repubblica ed integra il fondo omonimo ugualmente conservato presso l'ISRT: all'interno si trovano prevalentemente documenti relativi alla diffusione del giornale sul territorio nazionale.

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
bb. 41

Storia istituzionale/Biografia

Il movimento di Unità popolare (UP) nacque da coloro che avversavano la nuova legge elettorale, la così detta "legge truffa", e non credevano affatto nella possibilità di redimere la Democrazia cristiana, la quale al contrario se il premio di maggioranza fosse scattato si sarebbe avvantaggiata di un rinvigorito radicalismo clerico-fascista latente in molta parte dell'elettorato cattolico. Era il gennaio 1953 e UP attorno a premesse contingenti a sfondo moralista mobilitò un fronte composito, che incise un segno non marginale nelle vicende politiche interne dell'Italia degli anni '50. UP si formò per impulso soprattutto di Tristano Codignola, che avversava la nuova legge come il tentativo di soffocare nella culla la Repubblica e la democrazia. Il movimento benché nato in un particolare momento politico dalla necessità di dar battaglia in un'azione comune prima che fosse troppo tardi, raccolse diverse adesioni e durò al di là della prova elettorale.
All'interno della coalizione di centro, e in modo particolare nel Partito socialista democratico italiano (PSDI) e nel Partito repubblicano italiano (PRI), si manifestarono subito forti resistenze contro la decisione della dirigenza dei rispettivi partiti di appoggiare la nuova legge elettorale. All'inizio l'opposizione si manifestò timidamente, soprattutto in forma di dissociazioni personali, poi diventò sempre più vasta e articolata fino alla formazione di veri e propri gruppi dissidenti. Nel caso del PSDI i dissidenti finirono per lasciare il partito e diedero vita al Movimento di autonomia socialista (MAS), che nacque ufficialmente a Bologna il 1 febbraio 1953. Il MAS stabilì la propria sede a Firenze e organo del movimento divenne il quindicinale "Nuova Repubblica", già voce ufficiale della sinistra PSDI. La dissidenza socialdemocratica del MAS raccolse le simpatie di molti esponenti che avevano militato nel Partito d'azione (Pd'A) e si erano poi dispersi in vari partiti della sinistra.
Anche nel PRI, dopo la decisione del partito di appoggiare la legge elettorale, si era formato un gruppo di dissidenti che cercarono per lungo tempo di convincere anche Ferruccio Parri a lasciare il partito. Il 12 aprile 1953 a Roma, al Teatro Valle, Parri annunciò l'uscita dal PRI del suo gruppo, che assunse il nome di Rinascita repubblicana. Tutto questo durò solo fino al 18 aprile, quando Rinascita repubblicana si unì al MAS dando vita al movimento di Unità Popolare. Quindi i due gruppi più consistenti che entrarono in questa battagliera coalizione furono i repubblicani capeggiati da Ferruccio Parri: Leone Azzali, Giuseppe Bellusci, Marcello Morante, Oliviero Zuccarini; e i socialdemocratici e gli ex azionisti vicini a Codignola, Edmondo Cossu, Antonio Greppi, Vittorelli, Aldo Garosci e Piero Calamandrei, che attraverso «Il Ponte» aveva svolto un'intensa campagna, tentando anche un dialogo più pacato con gli amici sull'altra sponda. Aderirono poi le sinistre di "Critica Sociale" e "Iniziativa socialista", e ancora intellettuali indipendenti come Tullio Ascarelli, docente universitario, Federico Comandini, Arturo Carlo Jemolo, Carlo Levi, Noventa, Leopoldo Piccardi, Franco Venturi, Zevi e l'imprenditore Adriano Olivetti. Pochissimi avevano declinato l'invito di Codignola e tra questi Calogero e Chiaromonte, che saranno invece due figure di spicco nel futuro Partito radicale. Il programma era piuttosto generico e diretto a raccogliere larghi consensi tra tutti i ceti sociali: UP chiedeva innanzi tutto una nuova legalità: l'attuazione fedele e integrale della Costituzione, l'abrogazione e la revisione delle leggi fasciste limitatrici della libertà e dei diritti individuali, nuove leggi per tutelare i singoli, gli enti locali, le minoranze religiose e politiche dall'arbitrio governativo e poliziesco. Chiedeva poi una riforma dell'organizzazione amministrativa e burocratica e una riforma scolastica, entrambe dirette a soddisfare con maggiore efficienza le esigenze del cittadino, e infine larghe riforme della struttura economica.
In occasione delle elezioni del 7 giugno 1953 la partecipazione del piccolo raggruppamento di UP alla battaglia elettorale fu decisiva ai fini del fallimento del tentativo della maggioranza governativa: il movimento aveva infatti raccolto 171.099 voti ed aveva sicuramente contribuito a non far scattare la legge maggioritaria. Dopo l'esito positivo della partecipazione elettorale, il movimento di UP ricercò un suo spazio specifico sulla scena politica italiana, impegnandosi soprattutto in direzione di un recupero del rapporto cultura-politica e sollecitando e incoraggiando l'autonomia del Partito socialista italiano (PSI) dal Partito comunista; inoltre non furono estranee al movimento suggestioni terzaforziste e tentativi di riproporre la validità dell'azionismo. Il MAS e il gruppo di Parri, pur lavorando insieme e condividendo sia gli obbiettivi della lotta che gli atteggiamenti culturali e morali, rimasero in qualche modo separati anche sul piano formale. Solo nel 1954 ci fu lo scioglimento definitivo dei gruppi di Autonomia Socialista in UP deciso nel Congresso di Firenze (31 ott.-1 nov.). Successivamente alcuni sviluppi della politica del PSI avevano accelerato il progressivo avvicinamento della componente socialista di UP al Partito socialista, e così nel convegno di Firenze del 29-30 giugno 1957 Vittorelli e Codignola si espressero a favore di una confluenza immediata e senza condizioni nel PSI, mentre Parri e i suoi si dichiararono contrari. La maggioranza si dichiarò a favore della confluenza e il congresso si concluse con il mandato a Parri, Codignola e Vittorelli di cercare un accordo con il PSI. La delegazione di UP si incontrò con Nenni, De Martino e Mazzali il 30 luglio. Le parti, nonostante le reciproche cautele, si trovarono d'accordo sulla necessità di sviluppare un'azione comune. La piena confluenza si realizzò il 27 ottobre 1957, comportando inoltre la chiusura di Nuova Repubblica

Storia archivistica

Originariamente conservato presso il Circolo di cultura politica Fratelli Rosselli di Firenze è stato donato da Vinicio Ceseri all'Istituto storico della Resitenza in Toscana - ISRT alla fine degli anni Sessanta senza documentazione scritta. Di questo dono rimane traccia in un registro manoscritto conservato nel fondo Partito d'azione. Sezione di Firenze conservato dall'ISRT. Dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per la Toscana, il fondo è stato oggetto di riordino e inventariazione a cura di Francesco Mascagni nel 2014.

Modalità di acquisizione

Dono

Criteri di ordinamento

Le carte di Unità popolare conservate presso l'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea dovevano un tempo formare un archivio ordinato e funzionale alla vita nazionale del movimento. Col passare del tempo questo corposo complesso archivistico è stato molto probabilmente manomesso, e lo stato di sopraggiunto disordine riscontrato ha imposto quindi il riordino. Nella fase di riordino sono state seguite due linee guida principali: separare le carte di Unità popolare in senso stretto da quelle prodotte da altri soggetti e accorpare in serie tematiche i fascicoli sparsi all'interno del fondo. La prima linea ha dato vita alle tre sezioni del fondo, mentre la seconda ha generato le serie che compongono la seconda sezione del fondo. I fascicoli dei quali si compone il fondo sono sempre stati mantenuti nella loro composizione "originaria", fatti salvi i casi in cui, per esigenza di conservazione, quelli troppo corposi sono stati suddivisi in unità archivistiche più piccole e più facilmente gestibili.

Consultabilità

La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione della Direzione.

Unità di conservazione

Unità di conservazione
Buste
Numero / i
41

Fonti collegate

Fondo Nuova Repubblica, Fondo Tristano Codignola, fondo Partito socialista unitario. Federazione provinciale di Firenze, tutti conservati presso l'Istituto storico della Resistenza in Toscana

Bibliografia

P. PAVOLINI, Due anni dopo il 7 giugno, in Il Ponte, anno XI n. 6, giungo 1955
T. CODIGNOLA, Congedo , in Nuova Repubblica, anno V n. 43, 27 ottobre 1957
L. MERCURI, Il movimento di Unità Popolare, Carecas, Roma, 1978
Quaderno di storia contemporanea, anno XXVI n. 35, 2004 L. Risso a cura di
E. SAVINO, La diaspora azionista. Dalla Resistenza alla nascita del Partito radicale, Franco Angeli, Milano, 2010

Ente

Persona