Barile, Paolo

Tipologia Fondo
Data cronica
1939 - 2000
Note
La grande maggioranza dei documenti copre l'arco cronologico 1960-2000.

Note

Contiene anche circa 200 testi a stampa (PB 1.5) e circa 250 tesi di laurea (PB 9.3), conservati nella Biblioteca ISRT.


Contenuto

L'archivio personale di Paolo Barile contiene corrispondenza, appunti, bozze degli scritti (per lo più editi), un ingente materiale preparatorio (dottrina e giurisprudenza in forma di opuscoli, ritagli stampa, atti parlamentari, eccetera), e documenti di varia tipologia prodotti e acquisiti nel corso della sua carriera di giurista, professore universitario, consulente, ministro. Sono documentate l'attività più strettamente scientifica così come quella culturale in senso lato, dispiegatesi nel corso di alcuni decenni in occasione di collaborazioni con giornali e riviste, pubblicazioni, convegni, iniziative pubbliche, progetti di ricerca, consulenze e audizioni.
La corrispondenza si trova distribuita in diverse serie, alcune specificamente dedicate ai rapporti epistolari mentre altre relative all'elaborazione degli scritti, degli interventi a iniziative pubbliche e in generale alle numerose attività del soggetto produttore. Per la maggior parte si tratta di corrispondenza a carattere professionale o che documenta l'articolata rete di relazioni con enti, associazioni, soggetti pubblici e privati; la serie 8 "Varie" contiene lettere di tipo più personale ma non strettamente privato.
Degli scritti si conservano schemi, bozze in successive stesure (manoscritte, dattiloscritte, a stampa), e spesso l'edizione finale a stampa; nella sottoserie 5 della serie 1 "Scritti" si trova una raccolta, non completa, di esemplari a stampa di saggi, articoli, monografie,
Si noti la presenza, nell'archivio di Barile, delle carte originali da lui prodotte e raccolte in conseguenza dell'incarico di ministro per i rapporti con il Parlamento nel governo Ciampi.
Il fondo è articolato nelle seguenti serie:
1- Scritti
2- Interventi in convegni e conferenze
3- Interventi in trasmissioni radio-tv
4- Pareri, audizioni ed altri interventi in merito a vicende istituzionali
5- "Archivio personale" [corrispondenza e fascicoli tematici]
6- "Miscellanea" [corrispondenza e fascicoli tematici]
7- Rapporti con enti diversi
8- "Varie" [corrispondenza]
9- Attività universitaria
10- Ministro per i rapporti con in Parlamento
11- "Cronache costituzionali" [ritagli di stampa]
12- Documenti personali
 

Strumenti di ricerca

In PB 12.21 si trova una rubrica manoscritta in copia contenente un elenco in ordine alfabetico dei titoli dei fascicoli dell'archivio (nella maggior parte dei casi mancano riferimenti alla collocazione logica e fisica delle unità archivistiche).

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
fascc. 1268 in bb. 251

Storia istituzionale/Biografia


Paolo Barile nacque a Bologna il 10 settembre 1917. Nel 1939 si laureò in giurisprudenza a Roma con il professor Giuseppe Messina e divenne assistente ordinario per gli anni accademici successivi, che peraltro trascorse in servizio militare essendo stato chiamato alle armi nel 1939. Nel 1941 vinse il primo posto del concorso in Magistratura ordinaria e prese servizio nel 1943 presso il Tribunale militare di Trieste e successivamente presso il Tribunale di Firenze e poi quello di Pistoia. Dopo aver aderito nel 1941 al movimento liberalsocialista, in seguito all’8 settembre 1943 decise di spostarsi a Firenze dove aveva già intrecciato rapporti con Piero Calamandrei ed altri esponenti del Partito d’azione - PDA. Tra i dirigenti del Comitato militare del Comitato toscano di liberazione nazionale, nel dicembre venne catturato dalla banda Carità in seguito ad una delazione, insieme a Giancarlo Zoli ed altri; portato a Villa Triste, venne torturato e destinato alla condanna a morte, alla quale sfuggì perché reclamato dal comando tedesco insieme agli altri prigionieri. Venne quindi trasferito nel carcere militare della Fortezza da Basso e in seguito rilasciato con l’obbligo di presentarsi settimanalmente. A questo punto decise di darsi alla macchia e partecipò alla Resistenza fino alla liberazione di Firenze. Dopo la Liberazione Barile svolse l’incarico di delegato provinciale dell’Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo. In un clima di risveglio e fervore culturale, stabilì stretti rapporti con il gruppo di intellettuali legati alla rivista «Il Ponte», portò avanti l’impegno politico nelle file del PDA e, dopo la fine di quest’ultimo, aderì alle formazioni che ne raccolsero l'eredità: Unione dei socialisti, Partito socialista unitario, Unità popolare. In seguito lasciò la politica attiva, restando su posizioni di sinistra e non cessando mai il suo interesse per le vicende politiche nazionali ed internazionali. Chiamato da Piero Calamandrei a lavorare nel suo studio, nel 1947 si dimise dalla magistratura e iniziò la libera professione di avvocato, che portò avanti per decenni con il suo rinomato studio professionale. Diventò assistente di Calamandrei all'Università con Mario Galizia e Alberto Predieri. Nel 1951 conseguì la libera docenza in Diritto costituzionale ed una seconda in Istituzioni di diritto pubblico. Nel 1952-53 gli venne affidato l'incarico per l'insegnamento di Istituzioni di diritto pubblico all'Università di Siena, dove dal 1954 ottenne l'ordinariato. Dal 1963 ricoprì la cattedra di Diritto costituzionale presso l'Università di Firenze, sino alla conclusione della carriera accademica (1992). Gli venne conferito il titolo di professore emerito. Barile fu autore di una lunghissima serie di opere scientifiche, alcune di larga notorietà come “Istituzioni di diritto pubblico”, uno dei manuali più utilizzati in tutta Italia. I suoi interessi coprirono tutto l'ambito dell'ordinamento costituzionale, spesso concentrandosi su aspetti caratterizzati da un vivo collegamento con l'attualità politica. Tuttavia il settore che più lo appassionò fu quello dei diritti di libertà, con particolare riferimento alla libertà di manifestazione del pensiero, com'è dimostrato da un primo volume di lezioni su "Le libertà nella Costituzione" (1966), da un altro dedicato alla "Libertà di manifestazione del pensiero" (1975), e dal più recente "Diritti dell'uomo e libertà fondamentali" (1984). Promotore insieme a Giovanni Spadolini, Alberto Predieri e Silvano Tosi, del Seminario di studi e ricerche parlamentari, scuola di alta formazione per funzionari delle Assemblee elettive, partecipò a innumerevoli iniziative, seminari, convegni, e ricopre svariate cariche: fu accademico della Colombaria, dell'Accademia delle arti del disegno e dell'Accademia dei Lincei, presidente della Banca mercantile italiana, vicepresidente de La Magona d'Italia, del Teatro comunale di Firenze e della Banca toscana, componente del Consiglio generale della Compagnia di San Paolo e del consiglio di amministrazione della Fondazione Scuola di musica di Fiesole. Fece parte inoltre del Comitato di direzione delle riviste «Giurisprudenza costituzionale» e «Il Ponte». Fino agli ultimi anni della sua vita partecipò attivamente a polemiche e dibattiti su questioni istituzionali, come dimostrano anche i suoi numerosi interventi sui quotidiani e periodici nazionali. Tra il 1985 e il 1987 fu consigliere comunale a Firenze, eletto come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano durante la giunta Gabbuggiani. La sua carriera culminò, tra il 1993 e il 1994, con la carica di ministro per i rapporti con il Parlamento ricoperta nel governo Ciampi. Paolo Barile morì a Firenze il 1 giugno 2000.

Storia archivistica

L'archivio è stato conservato nelle tre sedi dove si è svolta l'attività legale di Barile, tutte nel centro di Firenze. Nella prima sede, in via Lamarmora, le carte hanno subito gravi danni a causa dell'alluvione del 4 novembre 1966, che ha distrutto o reso illeggibile la maggior parte dei documenti antecedenti a quella data; dopo un decennio in Borgo Pinti, dal 1979, con la creazione dell'associazione tra Paolo Barile, Enzo Cheli e Stefano Grassi, lo studio Barile ha trovato sede nel prestigioso Palazzo Capponi, nell'omonima via.
In seguito alla scomparsa del giurista nel 2000, lo studio è andato temporaneamente avanti con coloro che erano soci a quella data, per poi dividersi l'anno seguente in due diverse associazioni. Secondo le volontà di Barile, biblioteca e archivio sono stati ereditati da Stefano Grassi, Vittorio Gesmundo e Paolo Golini.
Per evidenti ragioni di supporto alla professione, l'archivio professionale è rimasto in comune ai due studi per i dieci anni di legge. Alcuni dei fascicoli riferiti a cause di notevole rilievo sono rimasti conservati da parte dei professionisti che avevano collaborato alle singole cause (in prevalenza da Stefano Grassi per quanto riguarda le questioni discusse davanti alla Corte costituzionale).
L'archivio personale di Barile invece è rimasto a Grassi, che in quanto stretto collaboratore del giurista ha contribuito alla formazione stessa del complesso documentario. Egli lo ha custodito per oltre dieci anni in una stanza appositamente presa in affitto, dove l'archivista dello studio, Elena Masseti, con la collaborazione della dottoressa Francesca Nibbi, ha redatto un elenco di consistenza. In seguito è stato inscatolato dalla società Silva S.r.l.
Nel 2013 Grassi ha deciso, insieme a Golini e Gesmundo e d'accordo con le figlie del giurista Paola e Laura Barile, di donarlo all'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea (ISRT).
Successive donazioni di materiale si sono avute nel 2015 con fascicoli di serie diverse che erano rimasti nella cantina dello studio di via Capponi, e nel 2016 con le agende personali del giurista consegnate dal nipote Agostino Zanelli (ora in PB 12.13).
 

Modalità di acquisizione

Donato con atto notarile in data 11 marzo 2013.

Criteri di ordinamento

L'intervento archivistico ha mirato a ricostruire il più possibile l'ordinamento originale del fondo. Il materiale si trovava già quasi completamente suddiviso in fascicoli che riportavano intitolazioni scritte dal giurista o dalla segretaria Vanna Biondi; i fascicoli si trovavano raccolti in faldoni secondo un criterio generalmente per materia o per tipologia di documenti, corrispondente per lo più al criterio che aveva ispirato l'originale ripartizione in serie. Tuttavia l'ordine dei faldoni era stato fortemente scompaginato; inoltre alcuni faldoni contenevano fascicoli disomogenei tra loro.
Ove possibile, si è proceduto a raggruppare le unità archivistiche nelle serie già esistenti, mantenendone il titolo originale (ma riportando per le serie, laddove opportuno, un titolo più esplicativo tra parentesi quadre). Negli altri casi, sono state create ex novo delle serie cui sono stati dati titoli critici.
All'interno dei fascicoli è stato generalmente mantenuto o adottato un ordine cronologico; la corrispondenza si trova per lo più disposta in base alla data delle minute di Barile alle quali egli stesso aveva allegato lettere precedentemente scambiate con lo stesso corrispondente o relative al medesimo affare.
La consistenza indicata per i fascicoli si riferisce al numero dei documenti in essi contenuti; è stato assegnato un numero progressivo sia al documento singolo sia a gruppi di documenti già messi insieme dal soggetto produttore perché relativi al medesimo affare o corrispondente.

Consultabilità

La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione del Direttore.

Unità di conservazione

Unità di conservazione
Buste
Numero / i
251

Bibliografia

M. BONSANTI, L'archivio di Paolo Barile, in «Nomos. Le attualità nel diritto», n. 2, 2018, pp. 52-59, http://www.nomos-leattualitaneldiritto.it/nomos/gli-archivi-dei-giuristi-e-la-loro-tutela/.

Persona

Ente