Partito d'azione. Sezione di Firenze

Tipologia Fondo
Data cronica
1944 - 1947
Note
Con documentazione antecedente e successiva, estremi 20 Settembre 1928 - 26 Aprile 1950

Contenuto

Serie 1: documenti prodotti dai diversi uffici della Sezione di Firenze del Partito d'azione e da altri enti a questa collegati quali l'Ente Scuola del Popolo, la Cooperativa artigiana femminile, la Cooperativa popolare fiorentina, la Scuola città Pestalozzi e la Divisione Giustizia e libertà. I documenti riguardano prevalentemente il periodo successivo alla liberazione di Firenze, ma sono presenti anche documenti relativi al periodo clandestino e all'attività del Comitato toscano di liberazione nazionale. Si segnalano documenti prodotti dall'Ufficio indagini e dall'Ufficio controspionaggio, numerosi documenti dell'Ufficio sindacale e del Centro femminile. La serie conserva inoltre documenti relativi al Corpo volontari della libertà, al Governo militare alleato, al Movimento federalista europeo e all'Unione donne italiane.
Serie 2: documenti prodotti dall'Ufficio indagini e dall'Ufficio controspionaggio della Sezione di Firenze del Partito d'azione, prevalentemente si tratta di informazioni su persone raccolte a partire dalla liberazione di Firenze fino al 1946. Le pratiche d'informazioni delle prime 15 UA riportano il titolo originale di "Informazioni su fascisti", ma in realtà sono più genericamente informazioni su persone non necessariamente compromesse con il fascismo. Si segnala che la serie conserva anche informazioni su altri partiti politici e la Relazione riservata per la direzione del Partito del gennaio 1946.
Serie 3: 1991 domande d'iscrizione alla Sezione di Firenze del Partito d'azione raccolte in ordine progressivo di numero. Quest'ordine rispecchia grosso modo anche l'ordine cronologico di presentazione delle domande.
Serie 4: archivio del «Non mollare!» organo stampa della Sezione fiorentina del Partito d'azione. Documenti relativi all'amministrazione e alla contabilità del giornale, materiali editoriali: fotografie, disegni ed articoli inviati alla redazione. La serie conserva inoltre alcuni documenti relativi all'immobile della sede del Partito d'azione e numerosi verbali delle sedute del Comitato esecutivo della sezione.
Serie 5: 1268 fotografie in bianco e nero di vario formato. La prima unità archivistica è costituita da un album fotografico privato di un maggiore dei Carabinieri di Perugia contenente fotografie a carattere famigliare e di eventi e personaggi pubblici.
La seconda unità archivistica conserva le fotografie del Dopolavoro provinciale di Firenze. Questa unità è la più corposa (916 fotografie) ed è suddivisa in 18 sottofascicoli contenenti scatti relativi a diversi momenti della vita pubblica durante il regime fascista.
Le unità archivistiche da 3 a18 conservano fotografie di privati cittadini utilizzate molto probabilmente dalla Sezione di Firenze del Partito d'azione allo scopo di identificare persone coinvolte a vario titolo con il fascismo repubblicano.
Serie 6: fascicoli e documenti non censiti nel registro. I primi quattro fascicoli contengono documenti inerenti alla raccolta di informazioni su persone diverse, il quinto raccoglie buoni del prestito della libertà, il sesto il settimo e l'ottavo conservano cimeli del Partito d'azione (fazzoletti, nastrini e bracciali), il nono conserva lastre fotografiche inerenti alla sottrazione di materiali alla Manetti e Roberts di Firenze, il decimo l'undicesimo ed il dodicesimo conservano carte intestate e circolari del Partito d'azione, il tredicesimo conserva gli elenchi delle riviste e degli opuscoli appartenuti alla Sezione fiorentina del Partito d'azione e conservati dal Circolo di cultura politica Fratelli Rosselli, il quattordicesimo conserva tre blocchi di buoni di requisizione del Corpo volontari della Libertà - Comando militare toscano con timbro della Sezione di Firenze del Partito d'azione, il quindicesimo conserva un album fotografico dell'Opera nazionale dopolavoro, il sedicesimo conserva i timbri della Sezione di Firenze del Partito d'azione.
 

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
73 buste, 10 album fotografici, 1 schedario, 5 cartelle da disegno, 1 tubo da disegni, 1 album di grande formato

Storia istituzionale/Biografia

Le origini del Partito d'azione a Firenze risalgono al gennaio 1942, quando avvennero le riunioni conclusive tra i rappresentanti del gruppo liberalsocialista fiorentino ed i rappresentanti del gruppo milanese di Giustizia e Libertà. Queste riunioni clandestine, che si tenevano nella sede della Casa editrice La Nuova Italia, ebbero come esito la confluenza dei due gruppi in unico partito, che all'incirca un anno dopo avrebbe preso il nome di Partito d'azione. L'attività clandestina del partito fu però compromessa fin dall'inizio a causa dei numerosi arresti che colpirono il gruppo dirigente fiorentino: il 27 gennaio 1942 infatti furono arrestati Tristano Codignola, Raffaello Ramat, Enzo Enriques Agnoletti e Carlo Francovich. Un nuovo gruppo prese allora le redini del movimento a Firenze, ed in particolare grazie all'opera di Carlo Furno, il Partito fu sempre rappresentato alle riunioni degli antifascisti fiorentini che avevano luogo in casa di Gaetano Pieraccini. Lo stesso Furno venne in seguito arrestato e la sua opera venne proseguita da Enriques Agnoletti, che di contro era appena tornato dal confino politico. La Sezione fiorentina cominciò ad assumere una struttura organizzativa vera e propria solo all'indomani della caduta di Mussolini con la conseguente liberazione di numerosi detenuti politici, e, come primo atto, venne costituito un Comitato direttivo provvisorio. Enriques Agnoletti e Furno ricominciarono a rappresentare il Pd'A in seno al neo costituito Comitato interpartiti del Fronte della Libertà. Subito dopo, nell'agosto 1943, fu tenuta la prima assemblea regionale toscana che dette vita al Comitato regionale del Pd'A. Gli esordi del Pd'A fiorentino coincisero con l'organizzazione del Convegno nazionale clandestino del Partito che si tenne proprio a Firenze dal 5 al 6 settembre 1943. In questa occasione il gruppo azionista fiorentino mostrò le sue capacità organizzative ed il suo spessore sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista intellettuale. La Sezione di Firenze fu rappresentata al Convegno da tutto il suo gruppo dirigente: Tristano Codignola, Enzo Enriques Agnoletti, Carlo Ludovico Ragghianti, Carlo Furno, Nello Traquandi e Carlo Levi. Il 9 settembre, in casa di Luigi Bianchi d'Espinosa, si tenne la prima assemblea generale della Sezione di Firenze che elesse il primo Comitato esecutivo composto da Enriques Agnoletti, Furno, Traquandi, Nello Niccoli, Codignola e Ragghianti. L'11 settembre una colonna di mezzi blindati tedeschi entra a Firenze ed occupa il Comando di Corpo d'Armata di piazza San Marco dando così il via all'occupazione della città che sarebbe durata fino all'11 di agosto del 1944. Da quel momento la Sezione fiorentina dedicò tutte le sue energie alla lotta contro l'occupante svolgendo una duplice attività: in primo luogo tramite la lotta armata e tutte le attività collaterali (come ad esempio la diffusione della stampa clandestina o la protezione dei prigionieri alleati in fuga), in secondo luogo impegnandosi attivamente nel Comitato Toscano di Liberazione Nazionale già costituito in città il 9 settembre dai partiti del Fronte della Libertà. Per far fronte alle numerose esigenze della lotta clandestina furono create dieci commissioni, facenti capo ad un ufficio centrale di segreteria, alle dirette dipendenze del Comitato esecutivo e composto da Codignola, Carlo Campolmi, Margherita Fasolo e Ada Tenca. Di queste dieci commissioni è da ricordare il particolar modo la Commissione di assistenza ai prigionieri alleati, che formò una rete attiva in tutta la Toscana; la commissione era composta fra gli altri da Agostino Dauphiné, Cesare Gnudi, Bernardo Seeber, Ottorino Orlandini, Margherita Fasolo, Edoardo ed Oriana Fallaci, Giuliano Felli, Camillo Stagni. Furono degne di nota anche le attività del Servizio Documenti diretto da Traquandi, Maria Luigia Guaita e Alberto Mannelli, ed il Servizio sussistenza diretto da Eleonora Turziani. La più celebre delle commissioni fu però la Commissione radio (CoRa) che dal settembre 1943 servì a mantenere collegamenti con il nord del paese, con gli alleati e con le bande diffuse su tutto il territorio toscano. L'organizzazione della radio faceva capo a Italo Piccagli ed Enrico Bocci, coadiuvati dallo studente di ingegneria Luigi Morandi e dall'assistente universitario Carlo Ballario; in seguito alla scoperta dell'emittente, il 7 giugno 1944, vennero arrestati Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Maria Luigia Guaita, Giuseppe Cusmano, Franco Girardini e Gilda La Rocca; Italo Piccagli si consegnò nel vano tentativo di scagionare gli altri. Contemporaneamente fu costituito un Comitato militare di cui fecero parte tra gli altri Ragghianti, Athos Albertoni, Carlo De Cugis, Carlo Campolmi e Riccardo Bauer; inoltre il Pd'A si impegnò a fondo per la costituzione di un Comitato militare interpartiti, che comprendeva i rappresentanti dei cinque partiti del CTLN ed alcuni elementi militari apolitici. A rappresentare il Pd'A fu incaricato Paolo Barile. Nell'estate del 1944 le varie formazioni armate del Pd'A vennero accorpate nella I Divisione Giustizia e Libertà guidata da Athos Albertoni. Parallelamente alla lotta armata la Sezione fiorentina si impegnò energicamente anche in campo politico all'interno del CTLN, infatti, tra il settembre 1943 e l'agosto 1944, la Sezione fiorentina del Pd'A svolge un ruolo determinante perché questo assuma responsabilità di governo e di amministrazione della città. Il 3 gennaio 1944 gli azionisti presentarono un documento che esprimeva la decisione del CTLN di costituirsi in governo provvisorio di Firenze e provincia con tutti i poteri militari e civili. Mentre in questo caso ottennero il consenso di socialisti e comunisti, i rapporti con questi ultimi furono spesso conflittuali, minati dalla diffidenza sul piano ideologico e politico e dalla concorrenza nell'organizzazione della lotta armata; i contrasti furono acutizzati dall'uccisione di Giovanni Gentile, disapprovata da una parte degli azionisti. Tali dissensi non impedirono tuttavia la costituzione di un Comando militare unico, in seguito all'accordo raggiunto a livello nazionale tra PCI e Pd'A nel giugno 1944 per la creazione del Corpo volontari della libertà. Di fronte alla svolta di Salerno gli azionisti fiorentini si mostrarono favorevoli alla partecipazione dei partiti del CLN al governo Badoglio, ma restarono fedeli alla propria intransigenza antimonarchica e insisterono nel ribadire l'importanza del CTLN quale rappresentante del popolo e unica autorità politica dell'Italia occupata. In questa veste il Comitato proclamò la mobilitazione generale in vista della liberazione di Firenze, e tra il 2 e il 16 agosto 1944 assunse ufficialmente tutti i poteri di governo fino alla loro consegna all'Allied Military Government. Con la liberazione della città le cariche pubbliche furono ripartite tra i partiti; al Pd'A spettò la presidenza del Comitato con Ragghianti (dopo il 25 aprile 1945 questi si dimise e venne sostituito da Luigi Boniforti). L'attività politica del Pd'A dopo la Liberazione si esplicò da un lato nel CTLN, dove continuò a rivestire un ruolo determinante nella lotta per impedire lo svuotamento dei poteri dei CLN, e dall'altro nei vari uffici e istituzioni pubbliche. Il partito ottenne 4 assessori nella Giunta comunale e tre membri alla Deputazione provinciale; inoltre Piero Calamandrei divenne rettore dell'Università, Fossi direttore del «Corriere del mattino», Carlo Levi direttore de «La Nazione del Popolo»; Boniforti e Ferrero rappresentarono gli azionisti nella sezione industriale del Consiglio dell'economia. Nel febbraio 1945 si tennero le elezioni per il rinnovo del Comitato esecutivo e di quello consultivo. Al primo risultarono eletti Enriques Agnoletti, Calamandrei, Campolmi, Codignola, Edoardo Fallaci, Margherita Fasolo, Carlo Furno, Ramat, Traquandi. Segretario della sezione fiorentina fu confermato Codignola. Il Comitato consultivo, presieduto da Ragghianti e dal suo vice Paolo Barile, venne composto da Corrado Barbacci, Giuliano Felli, Eleonora Turziani, Ragghianti, Boniforti, Levi, Piero Pieraccini, Vasco Badii, Bruno Botticella, Ernesto Riccioli, Athos Albertoni, Aldo Passigli. Tra il settembre 1945 e la primavera 1946 il Pd'A ottenne a Firenze il suo massimo sviluppo, impegnato in tutti gli organismi politici, economici e sociali della città e in un'intensa attività di propaganda. Il 28 settembre uscì il primo numero del settimanale «Non Mollare!», redatto da Agostino Dauphinè, Giorgio Spini e Alberto Predieri. Il 16 settembre venne approvato lo statuto che fissava in modo definitivo la struttura del partito nei seguenti organi: Assemblea degli iscritti, Direzione politica, Comitato esecutivo, Consiglio sezionale. Nell'aprile 1945 venne eletto il primo Comitato provinciale. La sezione fiorentina raggiunse il massimo numero degli iscritti tra l'autunno 1945 e l'estate 1946: nel capoluogo furono 1464 e in provincia 600. Si trattò in ogni caso di un numero esiguo di tesserati e di una crescita modesta e limitata prevalentemente agli strati borghesi progressisti e intellettuali. La maggior parte degli iscritti erano impiegati, seguiti da operai, liberi professionisti, studenti, insegnanti, commercianti, artigiani, pochi rappresentanti delle classi industriali e possidenti. In ambito sindacale il partito trovò molte difficoltà nell'imporre la sua presenza, che restò limitata ai ceti piccolo-borghesi e all'aristocrazia operaia. Nel 1945 attraverso alcuni congressi il Pd'A di Firenze chiarificò la propria linea politica, accentuando le differenze verso la segreteria romana e ribadendo una posizione liberalsocialista. Dopo il I e il II Congresso provinciale (6 aprile 1945, 27-28 settembre 1945), il I Congresso regionale (27-28 ottobre 1945) segnò il momento di massima aggregazione del partito a livello regionale. Al I Congresso nazionale del Partito d'azione (4-8 febbraio 1946) la Sezione fiorentina presentò la mozione liberalsocialista di Codignola, che ottenne la maggioranza dei voti ponendosi come intermediaria tra quella liberaldemocratica di Ugo La Malfa e quella socialista di Emilio Lussu. Come è noto il congresso si concluse con la scissione e le dimissioni di Ferruccio Parri, seguite dall'uscita di La Malfa. A Firenze lasciarono il partito Ragghianti, Boniforti e pochi altri. Alle elezioni amministrative della primavera 1946 il Pd'A, che a Firenze aveva formato un blocco democratico repubblicano con socialisti e comunisti, ottenne nella provincia solo 2501 voti, pari all'1,3%, senza neanche un seggio in Consiglio comunale. Alle elezioni per la Costituente nel giugno successivo, in occasione delle quali la concentrazione repubblicana venne estesa anche ad altri partiti, il Pd'A ottenne a Firenze 4340 voti, pari all'1,8%, e nella sua provincia 7135, cioè l'1,3%. In Toscana la media regionale è dell'1,6%, superiore soltanto dello 0,5% a quella nazionale. Come nel resto d'Italia il partito risentì del mancato radicamento fra le masse, delle divisioni interne, nonché di una generale svolta conservatrice in atto nel paese. Dall'estate del 1946 la crisi del Pd'A proseguì inarrestabile. Fino all'ottobre 1947 il dibattito si incentrò sul tema dell'unificazione socialista. Di fronte alla scissione del PSIUP, che portò alla nascita del Partito socialista dei lavoratori italiani (PSLI), il gruppo di Firenze inizialmente dissentì con la linea del partito a livello nazionale, tesa ad ottenere una concentrazione di tutte le forze socialiste democratiche; dopo il II Congresso nazionale (31 marzo-3 aprile 1947) si mostrò invece disposto a un riavvicinamento al PSI. In seguito però la sezione fiorentina si trova spaccata tra la posizione rappresentata da Codignola, favorevole all'autonomia del partito, e quella rappresentata dal segretario regionale Furno, favorevole all'unificazione con il PSI. Dopo accese discussioni tra autonomisti e fusionisti, il 25 ottobre 1947 Furno comunicò alle federazioni e alle sezioni della Toscana la decisione del Consiglio nazionale di sciogliere il Pd'A e di trasferire tutte le sue forze nel Partito socialista.

Storia archivistica

Il fondo era originariamente conservato presso il Circolo Fratelli Rosselli di Firenze e da questo donato all'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età contemporanea nel 1970. Secondo il Registro (cfr. I.1) il fondo era composto di 37 raccoglitori e 4 scatole più 7 raccoglitori delle carte del «Non mollare!». La prima descrizione delle carte è edita nella «Guida sommaria all'archivio» a cura di Giuseppe Pansini e Giovanni Verni edita in Il Movimento di liberazione in Italia nn. 109-110-111 ottobre-dicembre 1972 / aprile- giugno 1973. La stessa descrizione si ritrova in Il Movimento di liberazione in Italia Nella «Guida agli archivi dell'ISRT» a cura di G. Verni, estratto dalla «Guida agli archivi della Resistenza» Pubblicazioni degli archivi di stato 1983 vengono descritte 50 buste suddivise in Miscellanea, Carte del Servizio I, Movimento degli iscritti e Non Mollare. All'inizio del presente intervento è stata riscontrata la presenza di 53 buste. Riscontrato il sopraggiunto disordine delle carte, e rinvenuto il Registro di cui sopra è stato possibile ricostruire l'originale ordine dei fascicoli e ripristinare la numerazione.

Modalità di acquisizione

Dono

Criteri di ordinamento

L'attuale ordinamento del fondo è frutto del rinvenimento del Registro (cfr. 1.1) in cui sono elencati e numerati i fascicoli donati dal Circolo Fratelli Rosselli. Riscontrata la corrispondenza tra i numeri del Registro e la numerazione a matita azzurra sulle coperte originali dei fascicoli questa è stata ripristinata. Al momento del presente intervento la 1 serie era detta "Miscellanea", ritenendo questo titolo critico fuorviante, ed essendo questa serie la parte principale del fondo, ho deciso di darle il titolo critico di "Attività della Sezione". La serie 2 ha mantenuto il titolo "Servizio Informazioni", la serie 3 ha mantenuto il titolo "Movimento degli iscritti" così come la serie 4 ha mantenuto il titolo"«Non mollare!»". La serie 5 è stata creata ex novo recuperando dalla fototeca dell'Istituto le fotografie citate nel Registro come facenti parte del fondo e pertanto indebitamente scorporate. La serie 6 è stata creata ex novo recuperando quei documenti (in prevalenza cimeli) che si trovavano sparsi nel fondo e ha il titolo critico "Miscellanea".

Struttura

Il fondo ha la seguente struttura:
1 Attività della sezione
2 Servizio informazioni
3 Movimento degli iscritti
4 «Non mollare!»
5 Fotografie
6 Miscellanea

Consultabilità

La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell’archivio, previa presentazione del Modulo di accesso e autorizzazione della Direzione.

Ente

provincia

città