Targioni, Idalberto
Tipologia Fondo
Data cronica
- 1763 - 1993
- Note
- Le date estreme si riferiscono a materiali a stampa raccolti da Targioni e dai suoi successori. La maggior parte della documentazione, relativa all'attività del soggetto produttore, copre un arco cronologico dal 1894-1895 al 1930.
Contenuto
- Il fondo documenta le attività, le opere, il pensiero politico ed aspetti personali della vita di Idalberto Targioni. Contiene corrispondenza, i suoi scritti editi e inediti (in versi, in prosa, di carattere politico-sociale, autobiografici, appunti), un consistente materiale a stampa costituito da monografie e periodici, documenti personali.
Si conservano anche documenti inerenti al Fascio di combattimento di Lamporecchio, di cui Targioni è segretario, e a un paio di organismi sindacali locali.
L'ultima sezione del fondo raccoglie materiale prodotto e raccolto da familiari del soggetto produttore, in buona parte postumo.
Strumenti di ricerca
- D. LOVITO, L'archivio Idalberto Targioni, in R. BIANCHI, Una storia, un archivio. Idalberto Targioni nell'Italia tra Ottocento e Novecento, Firenze, Firenze University Press, 2018, pp. 41-146
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- 14 bb., 200 volumi a stampa
Storia istituzionale/Biografia
- Idalberto Targioni nasce a Firenze il 19 ottobre 1868 ed è consegnato da ignoti all'Ospedale degli Innocenti. Affidato a famiglie di agricoltori, dopo vari abbandoni e riconsegne all'Istituto è adottato dai coniugi Domenico e Giuditta Capecchi, contadini senza figli residenti nella frazione di San Baronto a Lamporecchio. Vive un'infanzia e un'adolescenza di duro lavoro nei campi, ma anche di ribellione, fughe, piccoli furti; non frequenta la scuola ma riesce ad imparare a leggere grazie alle lezioni di un prete e a imparare a scrivere da autodidatta, tanto che a dieci anni è già apprezzato come stornellatore estemporaneo. A diciassette anni lascia la campagna e prima trova impiego come operaio alla costruzione della ferrovia Firenze-Faenza, poi svolge il servizio di leva a Casale Monferrato. Nel 1891 torna a San Baronto dove riprende il lavoro di contadino, ma continua a coltivare la passione per la poesia e la politica.
Nel 1895 Targioni pubblica una prima raccolta di poesie popolari e si iscrive al Partito socialista italiano. L'anno successivo si sposa con la contadina Amelia Vannacci, con cui ha già avuto una prima figlia (Velia), mentre la seconda (Rita) morirà a nove anni.
Militante socialista attivo tra i territori di Pistoia, Empoli e la Valdelsa, scrive testi caratterizzati da un anticlericalismo di matrice risorgimentale e ispirati a un socialismo umanitario e positivista. In seguito ai disordini del 1898 viene incarcerato per qualche tempo. Fonda la Sezione di Lamporecchio del Partito socialista, è eletto consigliere comunale nel 1901 in una lista popolare e diventa segretario della Camera del Lavoro di Pistoia nel 1903.
Tra il 1895 e il 1912 pubblica più di venti opere (tra cui due canzonieri di poesie sociali), continuando a produrre improvvisazioni e canti in ottava rima. Inoltre svolge una fitta attività pubblicistica collaborando con molti periodici tra cui «La Martinella» di Colle Valdelsa, «L'Avvenire» di Pistoia, «Vita Nuova» di Empoli, e fondando «Il Risveglio del Montalbano», poi divenuto «Risveglio della plebe» e infine confluito nell'«Avvenire», di cui è direttore fino al 1912. Nel 1913 si candida alle elezioni per la Camera al collegio Pistoia I.
Tiene numerose conferenze e accademie in versi in Toscana, in altre regioni e persino in Svizzera e Francia. Nel 1914 è eletto consigliere di minoranza nel Comune di Cerreto Guidi e sindaco di Lamporecchio, unica amministrazione socialista del circondario di Pistoia.
Nel frattempo, negli anni precedenti, Targioni ha intessuto varie relazioni extraconiugali; nel 1909 ha conosciuto a Firenze Sofia Bacarelli con la quale ha avuto un figlio nel 1911, morto pochi giorni dopo il parto, e nel 1916 avrà una figlia, Idalberta.
Con lo scoppio della Grande guerra attraversa una prima fase di decisa opposizione all'intervento, che nel maggio 1915 lo porta all'arresto con l'accusa di aver fomentato le manifestazioni antibelliciste nell'Empolese. In prigione si sente lasciato solo dai compagni e, deluso dal socialismo e dall'Internazionale, matura un forte risentimento verso i socialisti.
Rilasciato dal carcere, si sposta su posizioni interventiste fino a giungere a un convinto sostegno alla guerra. Presenta le dimissioni dalle cariche di consigliere comunale a Cerreto Guidi e di primo cittadino a Lamporecchio, quest'ultime respinte per pochi voti.
Il 29 marzo 1919, pochi giorni dopo l'adunata di San Sepolcro, rende pubblica la sua adesione ai Fasci di combattimento. Nell'aprile dello stesso anno, a Pasqua, subisce una contestazione dai socialisti al teatro Berni di Lamporecchio e il 14 giugno è costretto a lasciare la carica di primo cittadino.
Segretario del Fascio di Lamporecchio, difende gli agrari e appoggia le azioni squadriste, affermandosi come influente propagandista nelle campagne. Collabora con numerosi periodici fascisti tra cui «Giovinezza (1921-23), «La Riscossa» (1921-22), «L'Azione fascista» (1922-23), «Battaglia fascista» (1924-26), e ne fonda due: «L'Alleanza» (1921) e «L'Ordine» (1922). Nel 1923 è nominato segretario dei sindacati fascisti per l'agricoltura della Provincia di Firenze e nel 1924 è eletto consigliere provinciale.
Tra il 1925 e il 1926 risulta eletto "con plebiscito unanime" consigliere comunale a Lamporecchio. Tuttavia i suoi rapporti con gli apparati del Partito nazionale fascista si deteriorano; Targioni, deluso dallo scarso riconoscimento ottenuto per il lavoro svolto come sindacalista, si sente tradito e incompreso.
Abbandonata completamente l'attività poetica, soltanto nel 1930 pubblica un "Calendario agricolo fascista". Dalla metà degli anni Venti si ritira quasi completamente alla vita privata, sofferente per le cattive condizioni di salute e le ristrettezze economiche. Muore a Lamporecchio il 25 maggio 1930.
Storia archivistica
- Dopo la morte di Targioni il fondo passò prima nelle mani della figlia Velia e poi in quelle della nipote Lida, figlia di Velia e Torello Chiappini. I familiari del poeta, e in particolare Lida Chiappini presso cui la cui abitazione di Lamporecchio (PT) l'archivio è stato conservato, eseguirono alcuni interventi che portarono al raggruppamento di un certo numero di documenti in cartelline e all'inclusione nel corpus documentario di alcuni scritti postumi di Targioni, in forma di fotocopie di opere edite e di trascrizioni dattiloscritte di poesie.
Nel 2017 il fondo è stato sottoposto a una prima fase di studio, di ordinamento e di descrizione da parte di Daniele Lovito, autore di un elenco di consistenza che è stato pubblicato con il titolo "L'archivio Idalberto Targioni" nel volume a cura di Roberto Bianchi, "Una storia, un archivio. Idalberto Targioni nell'Italia tra Ottocento e Novecento", Firenze, Firenze University Press, 2018, pp. 41-146. Lovito ha proceduto all'identificazione dei materiali e alla descrizione analitica di ciascun pezzo. In questo periodo inoltre le carte di Targioni sono state dichiarate di interesse storico particolarmente importante ai sensi dell'art. 13 del d.lgs. 22 gen. 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Nel dicembre 2019 il fondo è stato consegnato dall'erede Simonetta Chiappini, bisnipote di Targioni, all'Istituto Storico Toscano della Resistenza dell'Età contemporanea (ISRT), inizialmente in forma di deposito e, a conclusione delle attività di ordinamento e inventariazione, di donazione.
Presso l'ISRT, muovendo dal lavoro di Lovito, Marta Bonsanti ha realizzato un intervento complessivo di riordino, inventariazione e condizionamento del fondo.
Modalità di acquisizione
- Dono
Criteri di ordinamento
- Nell'impossibilità di accertare e di ricostruire l'ordinamento originario, andato perso in seguito a rimaneggiamenti postumi, nella realizzazione del presente inventario si è cercato di impartire un ordine logico suggerito dalla natura stessa dei documenti, che ha portato all'individuazione di serie secondo un criterio principalmente per tipologia.
Al termine dell'intervento il materiale risulta organizzato nelle seguenti serie:
I. Corrispondenza
II. Manoscritti di Targioni
III. Scritti a stampa di Targioni
IV. Fascio di Lamporecchio e organizzazioni sindacali fasciste
V. Documenti personali
VI. Materiali a stampa
VII. Documenti di Velia Targioni Chiappini ed altri familiari
Le carte prodotte e raccolte dai familiari di Targioni, in buona parte postume, sono state collocate nel Subfondo VII per distinguerle da quelle prodotte e raccolte da Idalberto Targioni; fanno eccezione le lettere di Targioni ricevute dalla figlia Velia e da altri familiari, inserite nella serie I, e alcuni testi in forma di fotocopie di opere edite e di trascrizioni dattiloscritte di poesie, inseriti nelle serie II e III.
Consultabilità
- La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione del Direttore
Fonti collegate
- ISRT, Fondo E. Ottanelli, EO.MOV.2: volantino dal titolo "La sezione di Empoli del Partito socialista italiano organizza un incontro con Idalberto Targioni".
Cfr. http://www.sa-toscana.beniculturali.it/ardes-web_volantini/cgi-bin/pagina.pl?CurChiaveAlbero=36&CurTipoAlbero=ca&CurApriNodo=&CurRecId=441&CurRecType=doc&PrpSecId=1&FrmRicGrpType=ca&FrmRicRes=grp&FrmSimpleSearch=ottanelli
ISRT, Fondo Domizio Torrigiani, I.20.1
Bibliografia
- R. BIANCHI, Una storia, un archivio. Idalberto Targioni nell'Italia tra Ottocento e Novecento, Firenze, Firenze University Press, 2018