Comitato toscano di liberazione nazionale

Tipologia Fondo
Data cronica
1944 - 1948
Note
Con alcuni documenti antecedenti
[VUOTO]

Contenuto

Delle 54 buste complessive, le prime tre contengono i registri del protocollo generale a partire dal 4 settembre 1944 fino al 19 luglio 1946. Si tratta di 11 registri in tutto, risulta mancante il primo relativo ai n. 11000 riguardante soprattutto il periodo clandestino, due registri dell'Ufficio legale, uno dell'Ufficio assistenza e due rubriche alfabetiche. Inizialmente questo materiale era stato inserito in sedici buste e questo spiega come nel la numerazione precedente a quella attuale la busta successiva a queste prime tre rechi il numero 17.
I materiali della Presidenza, della Segreteria generale, dell'Ufficio politico e dell'Ufficio regionale (bb.423) costituiscono una parte di grande interesse per ricostruire i principali settori di attività del Comitato. Si tratta prevalentemente di corrispondenza, verbali e atti che documentano soprattutto l'attività successiva alla Liberazione della città di Firenze, anche se non mancano raccolte di documenti relativi al periodo della clandestinità, anche di commissioni legate al Ctln come quella di Controllo civico o di pubblica sicurezza o ancora quella di quelle preposte a istruire le pratiche relative a sequestri e requisizioni che risultano già attive dalla seconda metà del giugno 1944.
In particolare da segnalare la corrispondenza tra la Presidenza del Ctln e la Prefettura su temi quali i procedimenti epurativi e l'ordine pubblico, così come tra la prima e la ricca rete di realtà della Misericeconomiche, associative, culturali e assistenziali, dalle Officine Pignone e Galileo all'Arciconfraternita della Misericordia ecc. Fitta anche la corrispondenza con le strutture ciellenistiche locali in ambito comunale e regionale relativa soprattutto alla condotta da tenere proprio su questioni quali epurazione e ordine pubblico.
Assai consistente il materiale relativo alla raccolta di informazioni su persone ed enti operata dall'Ufficio politico e dalle commissioni in cui esso si articolava (es. "Inchieste e reclami", "Controllo politico") anche in rapporto, non di rado conflittuale, con Questura e Prefettura. In questo caso la documentazione si trova all'interno di fascicoli ordinati in ordine alfabetico contenenti informazioni raccolte soprattutto dai Cln locali o da specifiche commissioni su iniziativa spesso dell'Ufficio politico e riguardanti persone per le quali si istruivano le pratiche relative all'epurazione in quanto compromesse con il regime fascista o attestati concernenti l'attività di partigiano o comunque legata alla Resistenza. Ogni pratica contiene spesso riferimenti a più persone coinvolte nell'inchiesta. Solo in alcuni casi, segnalati nella descrizione, è presente all'interno dei fascicoli un elenco alfabetico nominativo delle pratiche. Nella parte descrittiva sono stati indicati i numeri delle pratiche e l'eventuale prevalenza di alcune categorie professionali, ad esempio il Corpo sanitario militare, per i quali venivano richieste informazioni in vista di possibili procedimenti epurativi.
Di solito le richieste di informazione provenienti dalle commissioni di epurazione che giungevano al Ctln venivano smistate immediatamente dalla segreteria alla Commissione di controllo politico, che provvedeva poi a inviarle direttamente all'ufficio richiedente. Copie delle informazioni venivano poi periodicamente inviate alla segreteria del Comitato, che si riservava il diritto di intervenire in casi particolari. Pur tenendo conto, come già sottolineato, del carattere mutilo della documentazione in rapporto al problema dell'epurazione, è evidente che questo materiale costituisce comunque una fonte assai utile per capire criteri e modalità con cui il Ctln e i Cln locali si mossero in questo ambito tra gli iniziali propositi di drastiche procedure e i progressivi rallentamenti dovuti anche alla riduzione del peso politico e delle effettive funzioni. Tutto ciò tenendo conto che ad essi spettava essenzialmente una funzione istruttoria e di segnalazione alle autorità competenti.
Molto ricco è anche il materiale prodotto dall'Ufficio regionale (bb. 16-19), strettamente legato alla Presidenza, che svolse come già detto un fondamentale ruolo di raccordo e coordinamento tra il Ctln e la rete ciellenistica locale, regionale e nazionale. In questo caso spesso i documenti sono all'interno di fascicoli relativi a comitati di liberazione nazionale di quartieri, comuni della provincia e città di Firenze, centri urbani, paesi e addirittura frazioni dell'intero territorio regionale e costituiscono una fonte di grande interesse, solo parzialmente sondata, per lo studio della ripresa di una dialettica democratica nell'immediato dopoguerra in Toscana. Anche se ormai è stato esaurientemente tracciato un quadro della natura e delle funzione dei Cln a livello nazionale, molto resta ancora da indagare sulla loro funzione di "pedagogia democratica" ed effettivo peso politico nella nostra regione. Nella descrizione a livello di fascicolo di questo materiale si è segnalata la presenza di corrispondenza, verbali, atti e curricula vitæ (tra le richieste dell'Ufficio regionale per la procedura di ratifica) dei componenti dei comitati.
Di particolare rilievo è anche la presenza della serie dei verbali del Ctln e dei convegni regionali, provinciali fiorentini e comunali dei comitati (bb. 20-22). Il fondo conserva infatti la serie dei verbali delle sedute del Ctln, dal 6 ottobre 1943 al 26 giugno 1946, spesso anche con allegati gli ordini del giorno presentati dalle varie forze politiche. Proprio attraverso i verbali è possibile ricostruire la genesi delle deliberazioni del Comitato e i dibattiti tra i partiti in cui spicca nettamente il ruolo sicuramente egemone del Partito d'azione (non a caso a questa forza politica appartennero i tre presidenti del Comitato ovvero Carlo Ludovico Ragghianti, Luigi Boniforti e Max Boris), sempre legato ai problemi più urgenti da risolvere: da quelli dell'approvvigionamento alimentare, alla nomina delle commissioni straordinarie per la gestione provvisoria di industrie, banche e servizi pubblici essenziali con a capo uomini scelti in base alle competenze e all'affidabilità politica. È sempre nelle sedute che si affrontano inoltre i principali nodi della politica nazionale, le proposte e i progetti di rinnovamento istituzionale in senso autonomistico di cui il Ctln si fece portavoce nei confronti del governo nazionale. Sempre dai verbali è possibile anche studiare la dialettica a volte aspra fino quasi alla rottura formale tra le forze politiche di vario orientamento. È il caso dei conflitti emersi soprattutto tra il Partito comunista e il Partito d'azione sul funzionamento del Comando militare unificato delle forze della Resistenza nel giugno 1944 o soprattutto in occasione dell'uccisione di Giovanni Gentile, il 22 marzo 1944, da parte di un nucleo dei Gruppi d'azione patriottica (Gap) controllati dai comunisti avvenuta fuori dall'autorizzazione del Ctln.
Sono anche presenti i verbali e la corrispondenza relativi all'organizzazione del convegno dei Cln della provincia di Firenze del 15 e 16 aprile 1945, dei tre convegni dei Cln delle province toscane del 20-21 maggio, 15 luglio e 23 settembre 1945 e infine delle sette assemblee dei sottocomitati di liberazione nazionale della città di Firenze che si tennero tra l'ottobre e il dicembre di quell'anno. Sono spesso presenti anche copie delle relazioni tenute a turno dai membri del Ctln sui vari argomenti all'ordine del giorno, oltre alla corrispondenza e ai materiali preparatori ai convegni. Attraverso questa documentazione è così possibile avere una quadro della dialettica, sempre assai vivace, tra il Comitato e la rete ciellenistica locale sul territorio toscano.
Assai consistente il materiale riguardante in prevalenza l'Ufficio legale e la Commissione sequestri (bb. 25-40): qui si è segnalato il titolo del fascicolo (originale o attribuito), la tipologia della documentazione (corrispondenza, richieste di informazioni, provvedimenti di sequestro cautelare ecc.) e il numero delle pratiche riguardanti le persone e i beni. L'ufficio, presieduto da Francesco Berti esponente democristiano del Ctln coadiuvato dall'avv. Roberto Santoro, svolse un'imponente mole di lavoro con l'intento di mantenere sul terreno della legalità le misure nei confronti dei soggetti sottoposti a requisizione dei beni. In particolare si tratta di fascicoli personali e di enti riguardanti soprattutto locali con spesso le proposte di provvedimenti all'Intendenza di finanza per l'esecuzione dei sequestri e la nomina dei sequestratari.
La parte dedicata all'amministrazione del Ctln contiene invece documentazione relativa alla gestione del personale del comitato, documenti legati alla contabilità e al bilancio, ma anche un fitto carteggio con i Cln toscani su temi di ordine economico, gli atti della Commissione finanza, i carteggi legati alle sottoscrizioni per l'assistenza ai patrioti e alle loro famiglie e più in generale alle numerosissime iniziative a scopo benefico e solidaristico (bb. 41-43).
Altro ambito di azione del Comitato fu quello legato all'assistenza, diretto dall'azionista Carlo Campolmi, all'interno del quale si trovano anche materiali relativi alla Commissione per la documentazione delle atrocità tedesche e fasciste, oltre a carteggi con associazioni e istituti di tipo assistenziale quali in particolare soprattutto la Sezione provinciale dell'alimentazione (Sepral) e l'Ente comunale assistenza (Eca) ma anche atti e relazioni su problemi legati all'alimentazione, ai trasporti e servizi pubblici prodotti spesso dalle relative commissioni del Comitato (bb. 44-46).
La Commissione cultura del Ctln si adoperò per la ripresa del ricco patrimonio associazionistico fiorentino dall'Accademia della Crusca al Centro didattico nazionale e all'Università, a partire dai problemi legati all'epurazione (b. 47), mentre l'intensa attività della Commissione stampa, al cui interno operarono personalità quali Carlo Levi e Vittore Branca, è presente in particolare con verbali e carteggi relativi alla costituzione e attività del quotidiano «La Nazione del Popolo», organo del Ctln e innovativa esperienza giornalistica (b. 50) oltre ad una documentazione proveniente da numerosi comuni della provincia di Firenze.
I problemi legati al mondo del lavoro, in particolare quelli dell'occupazione e della ricostruzione vennero affrontati dal Comitato, spesso attraverso l'azione del socialista Attilio Mariotti, in stretto rapporto con la Camera del lavoro di Firenze, con le associazioni degli industriali e gli ordini professionali (tra cui in particolare avvocati, commercialisti, medici ecc.) e di categoria.
I materiali contenuti nelle buste titolate "Miscellanea" (51-52) e "Supplemento all'Archivio generale" (53-54) contengono atti, verbali e corrispondenza delle varie commissioni (di controllo politico, sequestri, alimentazione ecc.) in cui si articolava il lavoro del Ctln, oltre alle lettere pervenute alla Presidenza spesso inviate da partigiani o cittadini che intendevano segnalare problemi di particolare rilevanza.
Vista l'estrema eterogeneità del materiale si è proceduto, come già detto, ad una descrizione differenziata seppure di regola a livello di fascicolo: più sommaria relativamente ai nuclei documentari "Protocollo della corrispondenza", "Ufficio politico-Commissione inchieste e reclami e sequestri"con indicazioni relative principalmente alla consistenza e tipologia dei fascicoli e agli enti produttori. Invece è descritta più analiticamente la documentazione della Presidenza, dell'Ufficio regionale, di quello amministrazione e assistenza e del materiale miscellaneo oltre che dei supplementi dell'Archivio generale.
All'interno di un'apposita tavola di conversione sono state segnalate le precedenti segnature delle buste con cui sono state fatte fino ad oggi le citazioni bibliografiche. Nella descrizione si è evidenziato l'argomento delle stesse segnato all'esterno e, per quanto attiene ai fascicoli, i loro titoli originali (sempre tra virgolette) e attribuiti, gli enti e le associazioni più presenti, la natura dei documenti (corrispondenza, relazioni, verbali, ordini del giorno ecc.) e il loro contenuto principale, la consistenza e infine gli estremi cronologici.
Per i materiali relativi ai Cln si è ritenuto opportuno segnalare anche l'eventuale presenza di brevi curricula vitæ dei componenti, la cui trasmissione all'Ufficio regionale era una delle condizioni indispensabili per la ratifica dello stesso comitato locale da parte del Ctln.
I sottofascicoli sono segnalati con numeri arabi e titolo originale sempre tra virgolette alte o attribuito in questo caso senza alcun segno grafico. Le parentesi quadre sono state utilizzate nel caso di date attribuite o per completare nomi.
Sulla base delle considerazioni sopra svolte riguardo alla complessa storia del fondo non si è ritenuto di mutare l'ordine con cui sono pervenute le carte: malgrado i rimaneggiamenti subiti come accennato, l'ordine della numerazione delle pratiche consente comunque di avere un'idea, seppure a grandi linee, dell'organizzazione che il Ctln si era dato nel periodo postliberazione.
Sono stati infine prodotti degli indici relativi alle persone e agli enti (Cln, partiti, associazioni di varia natura) citati. Nell'indice i sottocomitati della città di Firenze sono stati elencati insieme tenendo conto che il Ctln svolgeva funzione di fatto anche di Cln fiorentino. Sempre nell'indice sono segnalati anche i sottocomitati delle frazioni dei Cln comunali della provincia di Firenze come terza voce. Tra questi è inclusa anche la città di Prato all'epoca non ancora provincia. Sotto la voce relativa al Ctln sono state inserite solo le commissioni e gli uffici organicamente dipendenti mentre quelle straordinarie (es. "rimozione macerie") o relative a categorie specifiche (es. "artistica") sono segnalate sotto una propria voce.
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Strumenti di ricerca

Archivio del Comitato toscano di liberazione nazionale, Inventario a cura di Paolo Mencarelli, Edizioni Polistampa, Firenze, 2012.

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
bb. 78

Storia istituzionale/Biografia

Il Comitato toscano di liberazione nazionale – CTLN fu l’organo politico che diresse la Resistenza toscana. La data esatta di costituzione del CTLN non è nota; si può affermare però con certezza che nacque pochi giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, come trasformazione del precedente Comitato interpartito formato dalle forze politiche antifasciste fiorentine già sul finire del 1942. I partiti che dettero vita al CTLN furono il Partito comunista italiano (PCI), il Partito socialista italiano di unità proletaria (PSIUP), il Partito d'azione (PDA), la Democrazia cristiana (DC) e il Partito liberale italiano (PLI) e la sua prima composizione fu la seguente: Enzo Enriques Agnoletti (azionista), Giulio Montelatici (comunista), Mario Augusto Martini e Adone Zoli (democristiani), Foscolo Lombardi (socialista), Marino Mari (liberale). Parallelamente all’organo politico fu costituito fin dai primi dell’ottobre ’43 anche il Comando militare atto a coordinare la lotta contro i nazifascisti, composto sia da militari del Regio esercito che da elementi politici; la sua prima composizione fu la seguente: generale Salvino Gritti (con funzioni di presidente), colonnello Leonardo Mastropierro (capo di stato maggiore), Aldobrando Medici Tornaquinci (rappresentante del CTLN, liberale come i due precedenti), tenente colonnello Guido Frassineti (organizzatore tecnico), Paolo Barile (rappresentante del PDA), capitano Vasco Baratti (rappresentante del PSIUP), Alessandro Sinigaglia (rappresentante del PCI) e Adone Zoli (rappresentante della DC). Tale composizione ebbe però vita breve, infatti già ai primi di novembre tutti i membri vennero arrestati dal Reparto servizi speciali al comando del famigerato Mario Carità. Superate le prime difficoltà dovute alla macchina repressiva nazifascista, il CTLN avviò e proseguì la sua opera in ottica prettamente politica: in particolare come organo di governo del territorio liberato dall'occupazione nazifascista. È noto che le dichiarazioni ufficiali in proposito non manchino a partire dal periodo della più stretta clandestinità: già il 2 novembre 1943 il Comitato proclamò solennemente che avrebbe proceduto appena possibile ad un'autonoma assunzione dei poteri, politici e amministrativi, nel campo locale. Intenzione proclamata e ribadita più volte che spinse prima di tutto a curare l'aspetto organizzativo interno nel passaggio dalla fase clandestina a quella legale.

Nel febbraio del 1944 fu ricostituito il Comando militare alle dipendenze del CTLN, ma cominciò ad essere veramente efficiente solo a partire dal mese di giugno quando vennero meno le remore del PCI che non voleva sottoporre la propria condotta militare ad un organo esterno al partito. Tale comando, che venne detto Comando Marte, risultò così composto: colonnello Nello Niccoli (comandante, azionista), capitano Nereo Tommasi (vicecomandante, democristiano), Luigi Gaiani (commissario politico e rappresentante del CTLN, comunista), capitano Dino Del Poggetto (vice commissario politico, socialista), maggiore Achille Mazzi (capo di stato maggiore, liberale).

In un manifesto ai toscani approvato dal CTLN il 7 giugno 1944 e reso pubblico il 14 dello stesso mese, l'assunzione dei poteri, anche se ovviamente allora solo potenziale, venne sostenuta con la necessità di "meritarsi la libertà" chiamando la popolazione alla mobilitazione generale e presentando lo stesso Comitato come rappresentante del popolo e unica autorità politica ai cui ordini, d'accordo con le autorità alleate, obbedivano le formazioni partigiane e tutti i cittadini liberi. Il CTLN sarebbe rimasto in funzione anche dopo la liberazione per l'opera di ricostruzione materiale e rinnovamento morale, per promuovere il massimo di energia per l'opera di assistenza e di miglioramento sociale e infine per esercitare opera di controllo politico contro possibili ritorni del fascismo.

Il 17 giugno 1944 il CTLN decise di potenziare la sua struttura aumentando a 10 il numero dei propri componenti. Alla vigilia dell'11 agosto 1944, giorno della battaglia per la liberazione della città, il CTLN perciò si dotò di una robusta struttura organizzativa che avrebbe dovuto essere in grado di affrontare i nuovi compiti e che operò attivamente almeno fino alla fine del 1945: ufficio A Presidenza, ufficio B Segreteria, ufficio C Consulenza legale, ufficio D Affari economici o finanziari, ufficio E Alimentazione e trasporti, ufficio F Opere assistenziali, ufficio G Opere di cultura, ufficio H Lavoro, ufficio I Rapporti con i comuni e gli enti locali, ufficio L Stampa e propaganda. Tale struttura prevedeva la presenza di una commissione originariamente denominata "di controllo di pubblica sicurezza" alle dipendenze dell'Ufficio politico (o Ufficio informazioni) del Comitato, commissione a cui Prefetto e Governatore alleato a partire dal febbraio 1945 imposero di cambiare tale denominazione per assumere quella di "Commissione di controllo politico" con l'evidente intenzione di togliere allo stesso CTLN qualsiasi ingerenza nella gestione dell'ordine pubblico. Pur nel progressivo svuotarsi delle proprie prerogative politiche dopo l'estate 1945 il CTLN non mancò di impegnarsi attivamente sul piano del radicamento territoriale e della raccolta di informazioni per le commissioni di epurazione. Il Comitato si sciolse il 26 giugno 1946.

Storia archivistica

Dopo lo scioglimento del CTLN, avvenuto ufficialmente il 26 giugno 1946, rimase in funzione soltanto un Ufficio stralcio diretto da Carlo Campolmi fino alla fine del 1948. Le carte costituenti l’archivio del CTLN furono consegnate all’Istituto storico della Resistenza in Toscana - ISRT entro il  giugno 1957.

A quanto risulta il primo intervento sulle carte fu effettuato da Giovanni Verni in veste di archivista dell'Isrt, eseguito sotto la guida di Giuseppe Pansini; intervento che si limitò a garantire un minino di tutela dei documenti senza procedere ad alcun tipo di ordinamento, del resto assai arduo se non impossibile, verificando che non vi fossero stati travasi di materiale e a consentirne la consultabilità. Nel 1971 Verni e Pansini scrissero: “l'ordinamento iniziale, se mai vi fu, è stato profondamente turbato da posteriori rimaneggiamenti. Sebbene il CTLN fosse organizzato in più uffici e ci fosse un protocollo generale, e anche qualcuno particolare, per il carteggio in partenza e in arrivo, non tutte le carte venivano protocollate o, se pure lo erano, non tutte erano riunite per pratica, di modo che molte di esse erano sparse in varie buste, anche se riguardano un medesimo oggetto". La traccia più evidente di questo primo intervento è la numerazione progressiva delle pratiche, vergata a lapis con la grafia che con ogni probabilità è quella di Giovanni Verni.

Nel 2008 venne avviata la redazione dell’inventario del fondo, a cura di Paolo Mencarelli, operazione conclusasi nel 2012 con la pubblicazione del volume Archivio del Comitato toscano di liberazione nazionale. Tale intervento fu un lavoro di descrizione sommaria del materiale documentario, senza procedere ad un ordinamento ex novo delle carte. La suddivisione in serie e sottoserie, così come l’intitolazione dei fascicoli del fondo deriva da questo intervento. Al termine di questo intervento il fondo risultava consistere di 54 buste.

Alla fine del 2019 è iniziato l’ultimo intervento sull’archivio del CTLN, affidato a Francesco Mascagni, responsabile dell’archivio ISRT. Data la struttura dell’archivio ormai storicizzata e la sedimentazione delle carte, anche in questo caso si è preferito non effettuare alcun intervento di riordino. L’intervento, terminato all’inizio del 2026, ha mirato principalmente ad ampliare la descrizione dell’inventario del 2012 reintegrando parti della documentazione precedentemente disperse ed estrapolando due nuclei documentari ritenuti spuri che adesso formano due complessi archivistici a sé stanti: le carte della Brigata Lavacchini di Borgo San Lorenzo e le carte di Vittorio Mascherini. A fianco del lavoro mirato alla proliferazione dei livelli descrittivi si è anche proceduto al recupero delle classificazioni originali apposte sulle carte dagli impiegati del CTLN indicate in nota in ciascuna scheda descrittiva.

Bibliografia

Archivio del Comitato toscano di liberazione nazionale, Inventario a cura di Paolo Mencarelli, Edizioni Polistampa, Firenze, 2012.

Ente

Persona