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- L'unità documenta l'iter amministrativo e finanziario (2003-2006) finalizzato alla riconversione dell'ex mulino a cilindri di Marradi in un centro internazionale d'arte contemporanea. GM, che nel 2002 lascia la carica di sindaco di Marradi per assumere quella di vicesindaco nel Comune di Firenze, si occuperà attivamente della pratica, anche grazie alla collaborazione di Marzia Gentilini, funzionaria presso la segreteria del vicesindaco del Comune di Firenze e marradese di nascita. È presente un fitto carteggio tra l'amministrazione comunale di Marradi, l'Associazione Parusia e altri partner privati; sono inoltre presenti documenti di pianificazione tecnica ed economica, inclusi il business plan, i rilievi e le istanze per l'accesso a finanziamenti pubblici.
Storia istituzionale/Biografia
- Il complesso del Mulinone di Marradi rappresenta un caso emblematico di archeologia industriale e di un ambizioso tentativo di rigenerazione culturale. Edificio in pietra e mattoni situato in via Lorenzo Fabbri, il Mulinone fu uno dei primi esempi in Italia di mulino a cilindri azionato elettricamente, ponendosi come un’avanguardia tecnologica in un contesto allora prettamente agricolo. Dopo la cessazione dell'attività nel 1945 a causa dei bombardamenti e la successiva donazione al Comune da parte di Maria Farolfi nel 1993, l'immobile rimase a lungo in disuso e in condizioni di precarietà strutturale.
La svolta sembrò arrivare nei primi anni 2000, quando alcuni artisti di fama internazionale manifestarono l'intenzione di trasferire i propri laboratori a Marradi. Il Comune, allora guidato da GM, propose loro il Mulinone in comodato gratuito per dieci anni, vedendo nel progetto la nascita di un Centro Internazionale di Arte Contemporanea. Per formalizzare l'impegno, nel febbraio 2003 nacque l'Associazione "Il Mulinone onlus". Il progetto prevedeva la ristrutturazione dell'edificio per ospitare master e stage residenziali per studenti delle Università di Milano, Firenze e Stoccarda, con un piano dedicato agli alloggi e una gestione stagionale affidata alla società specializzata Parusia.
Tuttavia, il percorso si rivelò subito in salita a causa delle ingenti risorse necessarie. Le stime dei costi di restauro erano ingenti e il Comune di Marradi mise subito in chiaro di non poter coprire, delegando la ricerca di fondi europei, regionali e sponsor privati all'Associazione. Nonostante l'investimento del Comune per la progettazione tecnica, il piano finanziario non trovò sbocchi concreti: la Fondazione Monte dei Paschi di Siena respinse le prime richieste e le leggi regionali ostacolarono l'accesso ai fondi poiché l'Associazione non risultava iscritta all'anagrafe unica delle ONLUS da almeno due anni.
Tra il 2005 e il 2006, la mancanza di interventi concreti sull'immobile e l'assenza di un piano di fattibilità gestionale solido portarono l'Amministrazione Comunale a riassumere l'iniziativa. Il progetto originario venne considerato "concluso" nei suoi presupposti iniziali e il Comune procedette a una revisione della proposta culturale per tentare nuovi canali di finanziamento pubblico.
Criteri di ordinamento
- Le unità sono state organizzate rispettando l'organizzazione originaria data e, ove possibile, cronologicamente.