Federazione provinciale di Firenze del PSLI
Tipologia Livello
Data cronica
- 28/1/1947 - 1951
Tipologia
- Serie
Numerazione
- Numero definitivo
- 3
Contenuto
- Documenti prodotti e acquisiti dalla Federazione provinciale di Firenze del PSLI dal gennaio 1947 al 1951: carteggio con la Direzione e con le sezioni dipendenti, documenti della Sezione Centro, pratiche trattate dal Collegio dei Probiviri, tessere, schede, elenchi e fascettari degli iscritti. Contiene inoltre documentazione relativa alla Federazione autonoma del PSLI di Firenze, così dichiaratasi per aver aderito al processo di unificazione socialista con UDS e MSA in polemica con la Direzione nazionale del PSLI. Le carte concernono anche l'entrata di questi socialdemocratici nel nuovo Partito socialista unitario.
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- 9 fascicoli in 1 busta.
Storia istituzionale/Biografia
- Nella circoscrizione di Firenze i deputati che aderiscono al PSLI, il nuovo partito uscito dalla scissione del PSIUP (Palazzo Barberini, 11 gennaio 1947), sono Bianca Bianchi e Calogero Di Gloria di Pistoia. Tra febbraio e marzo 1947 il primo gruppo di socialisti democratici fiorentini - tra cui si trova il primo sindaco della città dopo la Liberazione, Gaetano Pieraccini - si attiva per dare un assetto organizzativo al partito; fonda il settimanale «Il socialismo toscano», diretto da Bianca Bianchi, e costituisce l'Unione comunale fiorentina, con il compito di creare diverse sezioni rionali per raccogliere le domande dei vecchi iscritti e di nuovi aderenti e di provvedere alla direzione dell'attività politica per la città. Particolarmente attiva è la Sezione Centro, che nell'ottobre organizza un ciclo di conferenze a carattere propagandistico, che hanno un certo seguito. Il nuovo partito si caratterizza per una composizione sociale piccolo-medio borghese: raccoglie artigiani, commercianti, professionisti, impiegati.
Mentre al momento della scissione nessuna sezione della provincia di Firenze si è staccata dal PSIUP, in marzo in varie località sono create o sono in costituzione nuove sezioni del PSLI, anche grazie al lavoro di propaganda effettuato dai socialdemocratici fiorentini.
In Consiglio comunale il PSLI è rappresentato da cinque consiglieri: Ilario Tarchiani, Bianca Bianchi, Paris Sacchi, Renato Bacci, Mario Fanfani. Il 23 marzo a Livorno ha luogo il primo convegno regionale toscano giovanile; rappresentanti per la Federazione fiorentina sono Calami e Faccialongo; in maggio la Federazione giovanile di Firenze costituisce l'Unione comunale giovanile, con il compito di organizzare i giovani già aderenti al partito e dI compiere un'opera di proselitismo fra tutti i giovani.
Nel settembre 1947 ha luogo il I Congresso provinciale della Federazione fiorentina, cui sono presenti i delegati rappresentanti tutte le sezioni di Firenze e provincia. La linea politica della Federazione, di cui è segretario Giovanni Ignesti, in questo momento è orientata su posizioni di sinistra. La mozione, approvata all'unanimità, afferma la fedeltà del partito alla tradizione del socialismo democratico classista e marxista e si impegna per una maggior penetrazione tra le classi lavoratrici; pur non escludendo a priori la collaborazione con la DC al governo, la subordina all'attuazione di riforme socialiste; auspica la formazione di un governo diverso da quello del tripartito; prende in esame il problema sindacale e lamenta la subordinazione del sindacalismo all'azione politica dei partiti; propugna infine la rinascita di un'efficiente Internazionale socialista.
Già nell'aprile 1947 si ha notizia di incontri avvenuti tra elementi del PSI, del PSLI e del PDA intesi a costituire un'unificazione delle forze socialiste, cui il PSI reagisce con un atteggiamento di fermo rifiuto. Tra i promotori di questi tentativi di unificazione è Ignazio Silone, direttore della rivista «Europa socialista», che auspica una presa di posizione del PSI in senso favorevole a entrare nel governo anche senza il PCI e ad un accordo con il PSLI. Anche all'interno del PSLI si manifestano posizioni favorevoli ad un riavvicinamento con l'altro partito socialista, anche da parte di Saragat.
Ai primi di giugno 1947 si svolge a Firenze un Congresso provinciale sulla questione sindacale, nel quale si afferma la tesi dell'unità del sindacato come base per l'affermazione dei lavoratori, ribadita al Convegno regionale sindacale dell'ottobre successivo.
A fine dicembre 1947 Giovanni Ignesti è destituito dalla carica di segretario della Federazione fiorentina per la sua contrarietà alla partecipazione al governo, e in esecuzione dei deliberati della Direzione nazionale e delle disposizioni della Segreteria centrale del PSLI la reggenza viene assunta da Carlo Andreoni, membro della Direzione stessa. Il 31 dicembre il Consiglio direttivo della Federazione delibera la costituzione di un organo esecutivo che regga le sorti della Federazione fino al successivo congresso provinciale, composto da Gaetano Pieraccini, Paris Sacchi, Annibale Carletti, Valeriano Porro, Luigi Baldassini, Bianca Bianchi. Successivamente Pieraccini, a nome dell'Esecutivo, incarica Andreoni di riferire alla Direzione del partito che, in accordo con i deliberati dell'assemblea delle sezioni di Firenze, tale Esecutivo assume il compito affidatogli e respinge la reggenza.
Al Congresso provinciale del gennaio 1948 vince di stretta misura la mozione favorevole a una partecipazione al governo, anche se limitata nel tempo e condizionata. Il 18 gennaio si apre la crisi e il PSLI rifiuta l'invito di De Gasperi alla collaborazione al nuovo governo che si forma il 2 febbraio con la partecipazione della DC, del PCI e del PSI.
Ai primi di febbraio 1948 ha luogo il I Congresso nazionale del partito. Nelle assemblee svoltesi nelle sezioni della Federazione fiorentina in preparazione al Congresso la posizione prevalente è conforme a quella della maggioranza della Direzione nazionale: ottiene la maggioranza di 2/3 la mozione Viligiardi, discussa in un'assemblea generale della Sezione Centro, che pone la partecipazione al Governo come primo punto ed esprime la propria adesione all'azione della Direzione uscente e del gruppo parlamentare.
Resta aperto il problema dell'unificazione dei socialisti: sia per molti aderenti al PSLI, contrari ad uno slittamento del proprio partito verso posizioni di destra, sia per molti iscritti al PSI, favorevoli ad un maggiore sganciamento del proprio partito dal PCI, sia per molti altri al di fuori dei due partiti. E' tra queste persone che spera di trovare consensi l'Unione dei socialisti, fondata il 7 febbraio 1948 in occasione di un convegno di socialisti indipendenti promosso a Milano da «Europa socialista», cui partecipano delegati dei gruppi che fanno capo appunto alla rivista diretta da Ignazio Silone, dei gruppi di Azione socialista Giustizia e libertà (particolarmente attivo quello di Firenze, rappresentato tra gli altri da Tristano Codignola e Piero Calamandrei), degli autonomisti usciti dal PSI in seguito al blocco elettorale col PCI, come Ivan Matteo Lombardo, oltre a delegati dei gruppi Comunità e a sindacalisti indipendenti. Alle elezioni politiche dell'aprile 1948 l'Unione dei socialisti si presenta insieme al PSLI nella lista di Unità socialista, che ottiene il 7%, corrispondente a 33 seggi (ma, per soli 600 voti, nessun seggio è preso a Firenze).
Al secondo congresso del PSLI (23-26 gennaio 1949) viene discusso, tra gli altri, il problema della partecipazione al governo e quindi della collaborazione con la DC, riguardo al quale la mozione che ottiene la maggioranza afferma che la partecipazione all'attività governativa non può essere decisa sulla base di considerazioni aprioristiche: nel caso in cui gli obiettivi auspicati non possano essere raggiunti, la Direzione del Partito dovrà decidere sul termine di tale partecipazione.
In seguito a questo congresso, nell'Unione dei socialisti riprende con maggior vigore la discussione sui rapporti col PSLI e sull'unificazione socialista: in particolare, emergono una posizione favorevole all'entrata dell'UDS nel PSLI ed una favorevole invece al mantenimento dell'Unione quale un organismo indipendente. Il convegno dell'UDS del 12 marzo 1949, tenutosi a Firenze, si concentra tutto sui rapporti col PSLI, e si conclude con la decisione di convocare un congresso di unificazione.
Proprio questa convocazione determina una situazione di crisi all'interno della Federazione fiorentina del PSLI. Infatti, contro il parere della Direzione del partito, il Comitato direttivo della Federazione si pronuncia a favore della partecipazione al Congresso, in vista del quale decide di convocarne uno provinciale straordinario. Il 22 novembre 1949 la Direzione del partito destituisce il Comitato direttivo fiorentino e nomina commissario straordinario della Federazione l'onorevole Calogero Di Gloria, al quale tutte le sezioni della Federazione fiorentina dovranno rivolgersi per ricevere le direttive necessarie per la prosecuzione di ogni attività, minacciando provvedimenti a carico di quei comitati di sezione che ostacoleranno l'opera del partito. Il 25 novembre Calogero Di Gloria si presenta alla Federazione con le credenziali rilasciategli dalla Direzione del PSLI, dichiarando che il proprio compito sarà quello di impedire la convocazione del congresso provinciale straordinario e che la Direzione è contraria alla partecipazione ufficiale della Federazione fiorentina, come tale, al Congresso di unificazione nazionale.
In seguito a questi fatti la maggioranza della Federazione dichiara l'autonomia della Federazione stessa ed invita tutti i compagni a proseguire nei lavori di preparazione del Congresso provinciale del 4 dicembre. La deliberazione dell'Esecutivo provoca l'espulsione di alcuni iscritti, tra cui Gaetano Pieraccini, da parte di Di Gloria.
Poco dopo gli iscritti della sezione di Rifredi disapprovano, con un documento, l'operato della Direzione del partito e si dichiarano unanimemente solidali con la Federazione autonoma e con i compagni espulsi per aver partecipato al Congresso di unificazione. Il comportamento di Di Gloria, che si insedia nei locali della Federazione impedendo di fatto l'accesso ai socialisti "dissidenti", dà luogo anche a strascichi giudiziari.
Nel frattempo altri gruppi del movimento di unificazione si stanno organizzando in vista del Congresso. Nel maggio 1949 è creato il Comitato fiorentino di coordinamento per l'unificazione socialista, cui partecipano rappresentanti del PSLI (Scarpini, Bondi, Candio), dell'UDS, degli autonomisti del PSI. Successivamente è costituito il Movimento di unificazione socialista (MUS), comprendente l'UDS e il Movimento socialista autonomista (MSA) di Giuseppe Romita.
All'interno del PSLI i gruppi prendono posizione. Il 31 ottobre la Direzione, senza aver sollevato nessuna questione in seno al Comitato centrale di coordinamento, competente a dirimere tutte le controversie, o aver sottoposto il problema al COMISCO, dichiara il proprio rifiuto all'unificazione. Tuttavia il gruppo parlamentare del PSLI con una lieve maggioranza si dichiara favorevole, e così le correnti di centro-sinistra organizzate nel gruppo "Unità socialista (centro sinistra del PSLI)", che dichiarano la propria partecipazione al Congresso.
Grazie anche alla partecipazione di una parte dei socialdemocratici, al Congresso di Firenze (4-8 dicembre 1949) nasce così il Partito socialista unitario (PSU). Un comunicato stampa diramato dalla Direzione provvisoria del nuovo partito informa che il Comitato di coordinamento, le correnti mondolfiana, romitiana e siloniana hanno deciso la trasformazione dei gruppi in Direzione provinciale provvisoria con lo scopo di organizzare la Federazione fiorentina nonché l'organizzazione di un prossimo convegno provinciale. Un particolare impegno è rivolto anche alla riorganizzazione delle Federazioni nella provincia. Il 29 gennaio i rappresentanti toscani del PSU si riuniscono a Firenze per fare il punto della situazione generale e sull'organizzazione regionale, constatando che si stanno costituendo federazioni provinciali e nuclei che evolveranno in federazioni.
Dopo il Congresso di unificazione la Federazione fiorentina del PSLI, che sposa le posizioni di destra della Direzione nazionale (riaffermate al IV Congresso del PSLI di Napoli, 4-8 gennaio 1950) attraversa una grave crisi, dal momento che la maggioranza degli elementi che si trovavano su posizioni di sinistra sono confluiti nel nuovo partito. Nonostante nell'estate 1950 si tenti di riorganizzare le sezioni della provincia, la Federazione è numericamente molto ridotta: gli iscritti in provincia di Firenze, che erano circa 600 prima del Congresso di unificazione, sono ridotti ad una cifra valutabile attorno alle 150 unità ripartite in 6 o 7 sezioni.
Dopo l'estate si assiste, a livello nazionale, ad una ripresa dei contatti tra PSLI e PSU per l'unificazione, e nella primavera successiva maturano finalmente le condizioni per un diverso atteggiamento del PSLI. Al Congresso nazionale del PSLI del 31 marzo-2 aprile 1951 Giuseppe Saragat annuncia che la presenza dei socialdemocratici al governo non è più così necessaria per garantire la difesa della democrazia come lo era sei mesi prima, e si dichiara favorevole ad un accordo col PSU, proponendo il ritiro dal governo. Nonostante l'opposizione della destra, la mozione di Saragat ottiene la maggioranza.
Nel luglio 1951 anche nella Federazione fiorentina i motivi che hanno determinato il rifiuto di unificazione sono stati superati. I consigli direttivi dell'ex PSLI e dell'ex PSU deliberano di procedere alla unificazione nel nuovo PS(SIIS) e di attenersi all'accordo stipulato fra i due partiti in Roma l'11 marzo 1951. Si decide che la segreteria provinciale fiorentina del PS(SIIS) sarà diretta dai segretari delle ex Federazioni provinciali dei due partiti, rispettivamente Boldrini e Pinzauti, e si procede alla nomina del Comitato esecutivo composto dai membri dei due precedenti comitati. A seguito di ciò la segreteria della Federazione fiorentina del PS(SIIS) scrive a tutti i segretari di sezione ricordando loro che i gruppi o le sezioni dell'ex PSU e dell'ex PSLI esistenti nelle varie province devono immediatamente procedere alla unificazione assumendo appunto il nome di PS(SIIS).
Ai primi di gennaio del 1952, dopo che l'unificazione politico-organizzativa dei partiti socialisti democratici è stata effettuata, si svolge a Bologna il Congresso nazionale, il VII, del Partito socialista democratico che proprio in quell'occasione assume il nome di PSDI. Il congresso ratifica l'unificazione dei due partiti e dichiara costituito il nuovo partito unificato.
Storia archivistica
- La serie contiene documenti relativi al PSLI fiorentino sia dalla fondazione del partito socialdemocratico fino alla nascita del PSU (gennaio 1947-dicembre 1949), sia dalla nascita del PSU fino a quella del Partito socialista (Sezione italiana dell'Internazionale socialista), PS(SIIS) (dicembre 1949-marzo 1951). Mentre la presenza delle carte del PSLI fiorentino fino al dicembre 1949 all'interno del fondo del PSU è facilmente riconducibile alla confluenza di una parte del primo partito nel secondo, non si hanno notizie sul motivo della presenza di documenti della Federazione provinciale del PSLI nella sua fase di esistenza successiva alla fondazione del PSU.
Unità di conservazione
- Unità di conservazione
- Busta
- Numero / i
- 2