Marion Rosselli

Tipologia Livello
Data cronica
24/1/1923 - 18/12/1949

Tipologia

Serie

Numerazione

Numero definitivo
5

Contenuto

Documenti di Marion Cave, moglie di Carlo Rosselli. La maggior parte della serie è costituita dalla corrispondenza, scambiata con mittenti vari; si conservano inoltre il diploma di laurea, scritti e discorsi radiofonici. Contiene inoltre un fascicolo relativo alla pubblicazione in inglese di un libro con scritti di Carlo dal titolo "Azione e carattere. Scritti politici e autobiografici" (mai avvenuta) e lettere di condoglianze inviate al figlio John per la morte della madre.

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
6 fascicoli.

Storia istituzionale/Biografia

Nasce nel 1896 da una famiglia quacchera di Uxbridge. I genitori sono maestri di scuola; Marion è l’unica di cinque figli a ricevere un’educazione universitaria: grazie ad una borsa di studio frequenta la St. Paul Girls’ School ad Hammersmith e poi il Bedford College a Londra, dove si laurea. Attratta dallo studio delle lingue e culture straniere, nel 1918 ottiene una borsa di studio per trascorrere alcuni mesi a Firenze in preparazione del diploma di master. Si stabilisce nella città toscana nell’autunno del 1919. E’ affascinata dall’Italia anche per motivi politici: sulle orme del padre, socialista attivo, si appassiona alle vicende del movimento operaio. Tuttavia dopo un primo periodo di entusiasmo, durante il quale frequenta le riunioni dei socialisti e segue con interesse le occupazioni delle fabbriche e delle terre, assiste alla nascita fascismo, alla sconfitta dei partiti di sinistra, al collasso dell’Italia liberale.
Nel 1921 all’Istituto Britannico di Firenze conosce Gaetano Salvemini, che diviene per lei un punto di riferimento umano e politico. Nel 1923 il professore la introduce nel Circolo di Cultura, che inizia a frequentare con assiduità. L’incontro con questo ambiente segna un momento di svolta sia dal punto di vista politico - partecipa attivamente alle vicende del Circolo fino alla sua distruzione da parte dei fascisti, diventa affiliata dell’Italia Libera, aderisce al «Non mollare», lavora come intermediaria tra Salvemini in esilio e i suoi compagni a Firenze - nonché da un punto di vista affettivo, dal momento che conosce e si innamora di Carlo Rosselli.
Già nel 1925 Marion e Carlo vorrebbero sposarsi; tuttavia, di fronte alle resistenze di Amelia Rosselli, madre di Carlo, egli accetta di rimandare le nozze di un anno: decisione accolta da Marion con amarezza. Infine il 25 luglio 1926 i due si sposano con rito civile nel Municipio di Genova. Si stabiliscono a Milano, danno le dimissioni dai rispettivi incarichi all’università e si dedicano a tempo pieno all’attività antifascista.
Nel dicembre 1926 Carlo è arrestato per aver organizzato la fuga di Turati e Pertini dall'Italia. Marion, incinta del primo figlio e sotto sorveglianza da parte della polizia fascista, si batte per ottenere il rilascio del marito. Si trasferisce a Savona per stargli vicino e per assistere al processo. Intanto l’8 giugno 1927 nasce John, detto Mirtillino; Marion manifesta già seri disturbi cardiaci che la segneranno negli anni a venire. In seguito alla condanna di Carlo a 5 anni di confino, Marion e il figlio lo raggiungono a Lipari; approfittando del passaporto britannico che le consente di viaggiare all’estero, lei lo aiuta nei suoi progetti di fuga. Dopo alcuni tentativi, Carlo riesce a fuggire dall’isola il 27 luglio 1929, insieme a Lussu e Fausto Nitti. La reazione del regime non si fa attendere: Marion e Nello Rosselli sono arrestati nei rispettivi luoghi di villeggiatura con l'accusa di complicità nella fuga di Rosselli. La donna è condotta nel carcere di Aosta, ma in considerazione delle sue condizioni - è incinta e ha con sé un bambino piccolo - le è consentito di alloggiare in albergo con il piccolo John; grazie alle campagne di protesta organizzate dagli esuli a Parigi e dalla stampa inglese, il 15 viene liberata per ordine di Mussolini e può raggiungere il marito a Parigi.
Nella capitale francese Marion partorisce la figlia Amelia (Melina) nel 1930 e il terzo figlio, Andrea (Aghi), nel 1931. Affaticata dalle gravidanze e tormentata da una salute ormai compromessa, soffre la solitudine e le prolungate assenze del marito, tutto preso dall’attività politica. Anche negli anni successivi, costretta a letto da lunghe convalescenze, si affliggerà per l’isolamento e per l’impossibilità di azione.
Dopo l’uccisione di Carlo e Nello nel giugno 1937, Marion rimane a Parigi, mentre Amelia Rosselli e la cognata Maria con i figli (eccetto Silvia) alla fine del 1937 si trasferiscono in Svizzera e nell’estate del 1938 in Inghilterra, a Quainton nel Buckinghamshire. Nei due anni successivi Marion alterna soggiorni in Inghilterra, dalla suocera e dalla cognata, a permanenze più lunghe in Francia, prima a Parigi e poi, dal gennaio 1940, a Nantes dove è ospite di Françoise Joxe. E’ qui che viene colpita da un ictus, che le paralizza parzialmente il corpo.
Con lo sfondamento delle linee francesi da parte dei tedeschi, decide di scappare dalla Francia e il 9 giugno 1940, con l’aiuto dei Joxe, lascia Nantes per il Buckinghamshire. Ma anche l’Inghilterra è a rischio invasione, ed Amelia Rosselli convince Maria – Marion gravemente malata non può che seguirle – ad andare negli Stati Uniti. Ottenuti i visti grazie all’intervento di Max Ascoli, partono nell’agosto 1940 alla volta di New York, dove ricevono una calorosa accoglienza da parte degli esuli italiani e si stabiliscono nel sobborgo di Larchmont. Nonostante ala precarietà della sua salute ed una forte inquietudine esistenziale, Marion segue ancora con interesse le vicende politiche italiane, mantiene contatti con gli esuli antifascisti e tiene vivo il ricordo del marito. Nel 1945 subisce un altro ictus; si cura in Florida lasciando i figli alla nonna. I Rosselli fanno ritorno a Firenze nel luglio 1946, ma Marion non vi si ambienta e nell’aprile 1947decide di tornare a Londra. Muore il 13 ottobre 1949 all’ospedale londinese di West Isleworth, a 52 anni.

Storia archivistica

La documentazione è stata donata da John Rosselli in data non conosciuta; nel corso degli anni Novanta è stata integrata dalle carte consegnate da Paola Rosselli Forti, figlia di Nello.

Unità di conservazione

Unità di conservazione
Busta
Numero / i
9

Persona

Ente

provincia

città