Circolo di cultura di Firenze

Tipologia Livello
Data cronica
1925

Tipologia

Serie

Numerazione

Numero definitivo
2

Note

La serie è conservata in una busta cart. (v.s. 1) di cm. 35x25.

Contenuto

La serie consta di un unico fascicolo contenente la fotografia di un documento del 5 gennaio 1925 relativo alla chiusura del Circolo. La fotografia qui conservata fu pubblicata nel numero speciale del «Non Mollare!» dell'8 giugno 1947 dedicato interamente ai fratelli Rosselli in occasione del decennale della morte. Inoltre la troviamo pubblicata e trascritta in "Non Mollare" (1925). Riproduzione fotografica. Con saggi di Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi e Piero Calamandrei. A cura di Mimmo Franzinelli, Torino, Bollati Boringhieri, 2005 (pp. 73 e 154).

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
fascicoli 1 (c. 1)

Storia istituzionale/Biografia

Il Circolo di Cultura era nato a Firenze nel 1920. Secondo Vieri Dolara (Il circolo di cultura politica "Fratelli Rosselli". Sessanta anni di attività in «Quaderni del Circolo Rosselli», n. 3, anno 2004, p. 21) "negli anni Venti... si assiste a una contrapposizione fra un forte ribellismo popolare, diretto, o mal diretto, dal PSI, e la crescente violenza squadrista. Gli esponenti del Circolo di Cultura, Salvemini prima di tutti, essendo stati interventisti democratici e avendo quindi sposato la tesi della grande guerra contro le potenze reazionarie del centro Europa e come lotta per l'emancipazione dei popoli, sono una voce isolata, democratica e fin troppo flebile, che cerca di contribuire, anche attraverso un Circolo di Cultura, al ristabilimento di una normale dialettica democratica, in cui i problemi politici, sociali ed economici siano affrontati con il dovuto spirito pragmatico".
Fra i soci del Circolo, che si riunivano per discutere argomenti diversi ogni settimana, c'erano Piero Calamandrei, Alfredo e Nello Niccoli e i fratelli Carlo e Nello Rosselli, quasi tutti provenienti dall'interventismo democratico.
Fino alla primavera del 1923 la sede delle riunioni fu lo studio dell'avvocato Niccoli nel palazzo Errera in via degli Alfani, n. 81. Dopo questa data, l'attività del Circolo si trasferì in una nuova sede, proprietà dell'americano Vincent Howells, sita in borgo SS. Apostoli, n. 27. In questo periodo il Circolo si costituisce regolarmente come associazione. Lo statuto all'art. 1 dichiarava: "È costituito a Firenze il Circolo di Cultura, orientato in special modo verso gli studi sociologici" (ISRT, fondo Piero Calamandrei, filza 1, fasc. 2 citato da Dolara). I soci fondatori al febbraio del 1923 furono il prof. Piero Calamandrei, il prof. Gino Frontali, Pietro Jahier, il prof. Ludovico Limentani, il prof. Mario Marsili Libelli, l'avv. Alfredo Niccoli, il dott. Carlo Rosselli, il dott. Ernesto Rossi, il prof. Arrigo Serpieri, il dott. Aldo Sorani.
Il Circolo continuò a promuovere dibattiti politico - culturali di ampio respiro. Ne erano animatori Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli e lo stesso Traquandi. Fra gli argomenti trattati dai soci si ricordano qui la questione meridionale, la riforma universitaria, la questione romana, l'ordinamento militare, il bilancio dello stato, il problema del latifondo, le colonie italiane, il socialismo, il liberalismo, il fascismo, la dottrina anarchica, il federalismo, il sindacalismo rivoluzionario e quello riformista, la rivoluzione russa.
Non si deve dimenticare che, allo scopo di fornire la possibilità a giovani anche non abbienti di documentarsi in modo conveniente, era stata allestita presso il Circolo anche una sala di lettura aperta tutto il giorno alla consultazione dei soci (un centinaio di iscritti) e fornita di libri e riviste italiani e stranieri. I finanziamenti provenivano soprattutto da Carlo Rosselli.
Il Circolo fu vittima di una nuova ondata di violenze scatenata dai fascisti alla fine del 1924. Un nuovo ciclo di conferenze non poté essere portato a compimento perché l'ultimo dell'anno del 1924 la sede fu devastata da squadristi e il mobilio e le suppellettili furono gettati fuori dalle finestre e bruciati in piazza Santa Trinita ai piedi della colonna della Giustizia. Tutta la documentazione fu perduta.
Infine, il 1 gennaio 1925 il sindaco fascista Antonio Garbasso decretò la chiusura del Circolo. Nel decreto, firmato dal prefetto il 5 gennaio del 1925 e di cui si conserva la fotografia in questa serie, il Circolo veniva sciolto per motivi di ordine pubblico. Nel decreto fu scritto che esso era divenuto "centro di accanita propaganda antinazionale" e che "la maggioranza dei soci, notoriamente militanti in partiti di opposizione, con il pretesto di discutere argomenti culturali", vi teneva "frequenti riunioni di indole politica". I fascisti soffocarono così quella che, avrebbe detto Giorgio Spini, era la "voce più nobile dell'antifascismo prima che cadessero le tenebre della dittatura".

Ente

Persona