L'Italia libera. Organo del Partito d'Azione

Tipologia Livello
Data cronica
1947

Tipologia

Serie

Numerazione

Numero definitivo
16

Note

Si veda anche: Francesca Ferratini Tosi, Gaetano Grassi, L'Italia libera. Organo del Partito d'azione 1943 - 1945, Milano, Feltrinelli Reprint (Fondazione Feltrinelli), 1975.

Contenuto

Contiene un fascicolo in cui si conserva carteggio del Partito d'Azione di Firenze con la sua Direzione Centrale e con altri corrispondenti, riguardante gli abbonamenti ed il versamento di quote a sostegno del quotidiano "L'Italia Libera", organo del partito. La documentazione è relativa al periodo 24 marzo 1947 - 26 settembre 1947.

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
fascicoli 1 (cc. 38)

Storia istituzionale/Biografia

«L'Italia Libera» fu il giornale ufficiale del Partito d'Azione. Il primo numero del quotidiano uscì a Milano nel gennaio del 1943.
In realtà si legge nel saggio di Giovanni De Luna (, Storia del Partito d'Azione, [Torino], Utet Libreria, 2006, pp. 45 e sgg.) che questo primo numero era già pronto dal novembre del 1942, ma alcune difficoltà di tipo logistico ne differirono la pubblicazione a gennaio dell'anno successivo. Secondo De Luna "lo sviluppo del partito sottolineava l'esigenza di uno strumento di direzione centralizzata alimentando il progetto di un giornale clandestino, riferimento unitario per le sezioni periferiche e, contemporaneamente, testimonianza nei confronti degli Alleati di u n'attiva e continua presenza politica".
Inoltre, De Luna riporta in nota una testimonianza di Adolfo Tino, il quale fu, insieme ad Ugo La Malfa, uno dei promotori del nuovo partito, nonché estensore dell'articolo di fondo apparso sul primo numero de «L'Italia Libera», col quale il Partito d'Azione si presentava agli italiani, dal titolo Chi siamo. Ricorda Tino che il giornale costò L. 80.000, anticipate di tasca propria dai redattori.
Il primo numero de «L'Italia Libera», dunque, ebbe lo scopo di presentare al popolo italiano il nuovo partito ed infatti vi si stamparono i "Sette Punti" elaborati durante la riunione costitutiva del partito, il 4 giugno 1942, contenenti le indicazioni di massima di un futuro ordinamento riformatore. Essi prevedevano la realizzazione di una repubblica parlamentare, il decentramento politico - amministrativo su scala regionale, la nazionalizzazione dei grandi complessi industriali, la riforma agraria con revisione dei patti colonici, libertà sindacale, separazione fra Stato e Chiesa, proposta di una federazione europea.
La pubblicazione di un organo di partito fece sì che potessero emergere e confrontarsi varie posizioni diversificate relativamente alle tesi programmatiche assunte all'atto della fondazione. Allo stesso tempo il giornale fu considerato dall'OVRA un avversario pericoloso, poiché lo si giudicò in grado di "infiltrarsi nell'aristocrazia" e di ottenere "appoggi finanziari largamente elargiti" dalla Banca Commerciale ed ottenere vasti consensi. A causa di ciò si procedette a numerosi arresti in tutta Italia. La Malfa si sottrasse alla cattura passando in Svizzera.
Con la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, «L'Italia Libera» uscì dalla clandestinità e se ne ebbero diverse edizioni (a Roma, Milano, in Piemonte) fino al 1946 o al 1947 a seconda delle località.
Accanto al giornale vennero pubblicati, periodicamente, i «Quaderni dell'Italia Libera», che pubblicavano testi di esponenti del Partito. Tra i diversi titoli ricordiamo: La ricostruzione dello Stato di Emilio Lussu; La crisi italiana e Socialismo oggi e domani di Franco Venturi; L'economia pianificata di Leo Valiani; Il Partito d'Azione. Che cos'è e cosa vuole di Riccardo Lombardi; Il Partito d'Azione nei suoi metodi e nei suoi fini di Francesco Fancello; Il problema politico italiano ed il Partito d'Azione di Manlio Rossi Doria; Il P.d'A. e il socialismo e Il P.d'A. e il liberalismo di Riccardo Bauer.
Nella lettera di Riccardo Lombardi a Traquandi, datata 24 marzo 1947, si dichiara che "la situazione finanziaria dell'Italia Libera è ormai insostenibile, e temiamo che il giornale sia costretto a cessare le sue pubblicazioni da un momento all'altro... Solo uno sforzo decisivo ed estremo dei nostri compagni può ormai salvare la vita del giornale: ed è quello che ti chiedo, a nome della Direzione". La direzione del partito si preoccupava, infatti, di poter perdere, in un momento tanto delicato per gli azionisti, un organo capace di dare voce e rilievo alle loro posizioni politiche. Si aprì a questo punto una campagna volta a raccogliere sottoscrizioni per «L'Italia Libera», nella quale anche la Sezione Provinciale di Firenze fu coinvolta con discreti risultati, benché il Partito stesso si trovasse nello stesso periodo in gravi difficoltà economiche.
Dai documenti qui conservati risulta che «L'Italia Libera» aveva una sede amministrativa a Roma, in via Due Macelli, n. 47. Per quanto riguarda l'edizione di Roma, dalla lettera inviata a Nello Traquandi dal direttore amministrativo de «L'Italia Socialista» Aldo Palombo risulta che l'Italia Libera è cessata dal settembre del 1947, sostituita dalla nuova testata che ha sede allo stesso indirizzo di Roma.

Ente

Persona

provincia

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