Istituto storico della Resistenza in Toscana
Tipologia Livello
Data cronica
- [1953]
Tipologia
- Serie
Numerazione
- Numero definitivo
- 19
Note
- La serie è conservata in una busta cart. (v.s. 2) di cm. 35x25
Contenuto
- Consta di un unico fascicolo contenente stampati, probabilmente dell'anno di costituzione, il 1953.
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- fascicoli 1 (cc. 22)
Storia istituzionale/Biografia
- L'Istituto storico della Resistenza in Toscana si è costituito il 24 ottobre 1953 per iniziativa degli ex componenti il CTLN, di cui conserva la rappresentanza paritetica delle forze democratiche antifasciste nel consiglio direttivo. Nello Traquandi era socio promotore e revisore dei conti.
Dal volantino a stampa conservato nell'unico fascicolo di questa serie si possono conoscere gli obiettivi perseguiti dall'associazione, attraverso la presentazione che l'ISRT fa di sé stesso, nonché la composizione del primo Consiglio direttivo eletto con l'atto costitutivo del 24 ottobre 1953 e l'elenco dei soci promotori di cui all'art. IV dell'atto costitutivo.
Nello stampato si legge che "l'ISRT è sorto, così com'è avvenuto in altre regioni d'Italia, per rispondere alla necessità di evitare che vadano disperse le numerose testimonianze, gli atti, i documenti relativi alla lotta che gli antifascisti di ogni fede politica, hanno condotto in Toscana, dall'inizio del fascismo fino alla liberazione del paese. Se ne è fatto promotore un gruppo di persone che parteciparono attivamente alla lotta e che considerano tuttora validi i motivi ideali della resistenza, quale lievito TLN e del CVL, nella clandestinità e dopo liberazione di Firenze".
La sede dell'ISRT fu stabilita nel palazzo Riccardi in Firenze, proprio dove si era insediato ed aveva operato il CTLN, "quale delegazione del Governo Nazionale", all'indomani della Liberazione della città.
A norma dell'art. 2 dello statuto, "l'Istituto raccoglie e ordina tutti i documenti e i cimeli che interessano la storia della Resistenza in Toscana e le pubblicazioni ovunque apparse al riguardo; raccoglie testimonianze dei partecipanti alla lotta; promuove inchieste e accerta dati sulla vita militare, politica, economica e sociale di quel periodo; promuove manifestazioni culturali e può provvedere alla pubblicazione di un bollettino periodico, di studi e monografie, che abbiano per oggetto la Resistenza".
I promotori rivolgevano nel volantino "un caldo appello a quanti posseggono documenti, corrispondenza, fotografie, manifesti, giornali, ricordi, cimeli, oggetti di qualunque natura che abbiano interessato la Resistenza, oppure siano dimostrazione dei più crudi aspetti dell'attività fascista, perché vogliano farne dono all'Istituto". Lo scopo è quello di riuscire "a costituire un ricco ed importante archivio - museo ordinato razionalmente, in locali sicuri, decorosi e di facile accesso, affidato alle cure di personale scelto, e di cui potranno disporre, con le necessarie garanzie, coloro che debbano compiere studi e indagini sulla Resistenza. Esso resterà inoltre testimonianza perenne e inalienabile della dura lotta condotta dal popolo della Toscana per riscattare l'Italia dall'onta del fascismo".
Fu presidente del primo Consiglio Direttivo l'avv. Mario Augusto Martini, cattolico, che dopo l'armistizio era stato attivo nel CTLN e aveva riorganizzato clandestinamente la DC a Firenze. Dopo la Liberazione era stato membro della deputazione provinciale del CTLN. Nell'immediato dopoguerra fu ambasciatore d'Italia in Brasile. Rientrato a Firenze nel 1952, ebbe la presidenza della Banca Toscana e della Casa editrice Le Monnier.
Il Vice - presidente fu Mario Fabiani, sindaco di Firenze dal 1946 al 1951 nella prima giunta eletta dopo la guerra, presidente della Provincia di Firenze da 1951 al 1962 e senatore del PCI dal 1963 al 1974. Il direttore era lo storico Carlo Francovich, il quale con i liberal - socialisti fiorentini aveva partecipato alla fondazione del Partito d'Azione e dopo l'8 settembre 1943 aveva militato nella Resistenza. Anche nel gruppo dei consiglieri vi erano molti nomi importanti, fra i quali Eugenio Artom e Carlo Ludovico Ragghianti. Infine, tra i soci promotori, insieme a Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei, Tristano Codignola, Giorgio Spini e molti altri, figura anche Nello Traquandi.
Il primo nucleo del patrimonio archivistico era costituito principalmente dai fondi di CTLN, CVL e CLN della provincia. La sua sistemazione fu curata dal prof. Gaetano Arfé nei primissimi anni di vita dell'istituto. Nel novembre del 1966 l'alluvione investì l'archivio e la biblioteca ad esso annessa. Il disastro impose, dopo il salvataggio del materiale alluvionato, non soltanto il riordinamento di quest'ultimo, recuperato almeno per il novantanove per cento, quanto una sistemazione generale dell'archivio. Tale impresa fu avviata sotto la direzione del prof. Giuseppe Pansini.
Attualmente non pubblica riviste, ma svolge molta attività didattica.