Bolaffio, Roberto
Tipologia Fondo
Data cronica
- 1910 - 1970
Contenuto
- Il fondo conserva lettere, scritti, appunti, documenti personali, fotografie e altri documenti prodotti e raccolti da Roberto Bolaffio principalmente dalla fine degli anni Venti alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso.
La documentazione è costituita per la maggior parte da corrispondenza, relativa alla stretta collaborazione del soggetto produttore con Gaetano Salvemini, alla promozione della causa antifascista italiana negli Stati Uniti tra gli anni Trenta e Quaranta, alla pubblicazione e alla diffusione degli scritti di Salvemini e alla memoria di quest’ultimo. In gran numero sono le lettere dell’intellettuale pugliese a Roberto Bolaffio e alla moglie di questi Maritza Cigoi, legati a Salvemini da una profonda amicizia e stima. Di Salvemini sono presenti anche copie e veline di lettere indirizzate ad altri corrispondenti americani e italiani. Si conservano inoltre numerose lettere di Roberto Bolaffio con esponenti dell’antifascismo italiano negli USA di matrice soprattutto giellista; vi compaiono personalità come Giorgio la Piana, Alberto Tarchiani, Max Ascoli, Enzo Tagliacozzo, Arturo e Walter Toscanini, Lionello Venturi, Giuseppe Antonio Borgese, Lugi Sturzo, e sono documentate le attività della Mazzini Society (inclusa una spedizione in campi di detenzione in India per fare propaganda tra i prigionieri italiani), dei gruppi di Giustizia e Libertà negli Usa, dell’Italian Emergency Rescue Committee. Tra i corrispondenti figurano anche simpatizzanti e intellettuali statunitensi come Ruth Draper e Charles C. Burlingham, nonché personalità di spicco del panorama politico e culturale italiano come Ernesto Rossi.Oltre alla corrispondenza il fondo contiene numerosi articoli, discorsi, conferenze di Salvemini (a stampa o trascritti da Bolaffio) e appunti, materiali preparatori, ritagli stampa e altri documenti a lui relativi, prodotti e raccolti da Bolaffio nell’ambito del suo progetto, mai portato a termine, di stesura di una biografia dell’intellettuale molfettano, concentrata in particolare sul periodo di permanenza in America, per realizzare la quale il soggetto produttore svolse numerose ricerche ed intrecciò varie corrispondenze epistolari (ad esempio con professori e studenti dell’Università di Harvard). Si conservano anche memorie, scritti e pubblicazioni sulla morte di Salvemini e sulla traslazione della sua salma.
Da segnalare la presenza di periodici italo-americani stampati negli USA, di altro materiale a stampa relativo alla propaganda fascista negli Stati Uniti e a personalità dell’antifascismo (come Lauro De Bosis).
Nel fondo sono conservate anche varie decine di fotografie ritraenti per la maggior parte i coniugi Bolaffio e Gaetano Salvemini, da soli e in gruppo, principalmente risalenti agli anni Quaranta. Le immagini di Salvemini lo ritraggono in diversi momenti della vita (anche sul letto di morte); si conservano anche fotografie delle sue esequie, della traslazione della salma e della cerimonia di commemorazione a Palazzo Vecchio a Firenze nell’ottobre 1961.
Infine si segnala la presenza di carte relative a Edgardo Bolaffio, fratello di Roberto, irredentista, volontario nella Prima guerra mondiale e caduto nella battaglia del Podgora del 19 luglio 1915: una nota biografica, appunti e alcune missive di Edgardo (relative ad agitazioni di studenti universitari italiani a Graz nel 1913 e dal fronte), corrispondenza e ritagli di giornale sulla sua morte.
Strumenti di ricerca
- M. BONSANTI, D. PAOLETTI, Elenco di consistenza del fondo Roberto Bolaffio, 2022 - 2024
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- bb. 30
Storia istituzionale/Biografia
- Roberto Bolaffio nasce a Gorizia nel 1893. Studia ingegneria civile all’Istituto Politecnico di Graz in Austria; di ideali irredentisti, subisce un arresto per aver partecipato ad agitazioni di studenti universitari in quella città. Durante la Prima guerra mondiale gli viene assegnato il comando di una compagnia di ingegneri di stanza ad un reggimento di fanteria sulla linea del fronte. Laureatosi nel 1918, l’anno successivo torna a Gorizia dove costituisce una società per costruzioni e appalti, che si occupa della ricostruzione di numerose strutture danneggiate dalla guerra e che arriva ad avere molti dipendenti. In questi anni conosce e sposa Maritza Cigoi (1893-1982), appartenente ad una famiglia benestante di Gorizia, educata al Collegium Theresianum di Vienna, poliglotta come il marito (lei parla fluentemente cinque lingue, Roberto arriverà a parlarne sette).
Nel 1923 la coppia lascia l’Italia e si trasferisce a New York; non abbiamo notizie dirette sulle motivazioni della partenza, ma secondo Salvemini i coniugi Bolaffio passarono da una buona condizione economica ad una situazione molto difficile a causa delle idee liberali di Roberto. Inizialmente negli Stati Uniti quest’ultimo lavora come facchino e operaio, ma dal 1924 riesce a svolgere mansioni più qualificate come geometra e supervisore, fino a mettersi in proprio come imprenditore; Maritza, dopo aver lavorato come domestica, cerca impiego come interprete. Durante la grande depressione seguita alla crisi del 1929, Roberto riesce ad evitare la bancarotta ma per mantenersi è costretto a svolgere i più svariati lavori, finché nel 1932 trova impiego come ingegnere presso la ditta Sarco & Co. di New York, per cui lavorerà per oltre trent’anni ricoprendo vari ruoli nel settore industriale e commerciale. Nel 1935 ottiene la licenza per praticare come ingegnere professionista negli USA. Durante la sua carriera alla Sarco & Co. lavora in tutto il distretto metropolitano di New York e viaggia molto in America e all’estero, trascorrendo anche un anno a Milano tra il 1946 e il 1947.Accanto alla professione Bolaffio svolge un’intensa attività politica a sostegno della causa antifascista negli Stati Uniti, dove si sono affermati movimenti e personalità tesi a diffondere l’ideologia fascista e a screditare l’opposizione al regime di Mussolini. Dal 1929, anno in cui ottiene la cittadinanza statunitense, Roberto risulta sorvegliato dalla polizia italiana in quanto antifascista ed iscritto nella Rubrica di frontiera. In quello stesso anno, dopo averne ascoltato una lezione alla New School for social Research di New York, conosce Gaetano Salvemini di cui, come Maritza, diviene non solo convinto estimatore ma anche intimo e fedele amico. Per quasi trent’anni, fino alla morte dell’intellettuale pugliese, Roberto collabora strettamente con quest’ultimo, aiutandolo in mansioni pratiche, nell’organizzazione di conferenze, nella pubblicazione di scritti, nella gestione di un’infinità di relazioni intellettuali e amicali. Inoltre aderisce al movimento di Giustizia e Libertà (GL) fin dai primi anni Trenta e per GL diviene rappresentante della Federazione Gruppi Esteri per il Nord America; nel 1939 è tra i fondatori della Mazzini Society, istituita a New York per orientare l’opinione pubblica americana di fronte alla questione italiana ed aiutare gli esuli antifascisti, fino alle dimissioni nel 1943; tra il 1940 e il 1942 è tesoriere dell’Italian Emergency Rescue Commitee, che raccoglie fondi per far giungere in America ebrei e fuoriusciti italiani, specialmente dalla Francia.
Nel 1957 i coniugi Bolaffio assistono Salvemini sul letto di morte a Sorrento, e negli anni successivi si adoperano per divulgarne il pensiero e celebrarne la memoria; il progetto di Roberto di scrivere un volume su Salvemini in America non arriva a compimento, ma lo porta a raccogliere numerose testimonianze, lettere e scritti. Nel 1965, un anno dopo il ritiro di Roberto dal lavoro, la coppia decide di tornare in Italia e di stabilirsi a Firenze, dove egli morirà nel 1977 e Maritza nel 1982.
Storia archivistica
- Donato all'Istituto dagli eredi di Roberto Bolaffio nella seconda metà degli anni Ottanta, il fondo è stato acquisito dopo un furto avvenuto nella abitazione in cui era conservato; in quella occasione l'ordinamento, che lo stesso Bolaffio aveva curato, fu completamente sconvolto. Nel 1983 fu avviato un intervento di ordinamento, schedatura e studio a cura di Nadia Peruzzi, rimasto incompleto. Tra il 2022 e il 2024 è stato realizzato un elenco di consistenza da parte di Daniele Paoletti e di Marta Bonsanti, in vista di un intervento definitivo di condizionamento, ordinamento e inventariazione che non è stato ancora possibile realizzare.
Modalità di acquisizione
- Dono
Criteri di ordinamento
- Il fondo presenta ancora traccia di un ordinamento curato dallo stesso soggetto produttore, andato sconvolto a seguito di un furto nella sua abitazione e parzialmente ricostruito in un intervento realizzato dopo l'acquisizione delle carte da parte dell’ISRT. Attualmente la corrispondenza di Bolaffio è ripartita in parte per corrispondente e in parte per argomento o per affare. Le lettere di Gaetano Salvemini ai Bolaffio si trovano sostanzialmente raggruppate in ordine cronologico. Una parte del restante materiale si trova riunito per tipologia o argomento mentre altra rimane in disordine.
Consultabilità
- La consultazione dei documenti avviene solo su prenotazione (archivio@istoresistenzatoscana.it) nei giorni e negli orari di apertura dell'archivio, previa presentazione del Modulo di accesso all'archivio e autorizzazione della Direzione.